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Un'autobiografia immaginaria ; Maria madre di Dio

Ho usato, innanzitutto, un genere letterario un po’ originale. Ho immaginato che fosse Maria a raccontare la sua vita, e spiego perché. L’evangelista Luca ci racconta l’Annunciazione. Chi ha raccontato l’Annunciazione? Presenti erano soltanto l’Angelo e Maria. Non credo che l’Angelo abbia parlato. Quindi è Maria che ha raccontato alla Chiesa l’avvenimento dell’Annunciazione e mi sembra bello, allora, immaginare che sia ancora Maria a raccontare alla Chiesa l’Annunciazione.

Se andiamo avanti: chi era presente all’incontro tra Maria ed Elisabetta? Elisabetta e Maria. Chi ha raccontato alla Chiesa quell’incontro? Chi ha consegnato alla Chiesa quel “Magnificat”? Soltanto Maria. Allora, ancora una volta, è bello immaginare che sia lei proprio a raccontarci il “Magnificat”. Io ho pensato, ho re-immaginato il “Magnificat” ampliandolo, per rendere ancora più chiaro il pensiero di Maria e per rendere ancora più luminosa quella intuizione che attraversa tutto il Magnificat: Dio posa lo sguardo sui piccoli mentre gli orgogliosi ed i superbi non riescono a vedere lo sguardo di Dio. E’ la grande intuizione di Maria. E così andando avanti. Chi ha raccontato la nascita a Betlemme? Chi ha raccontato l’arrivo dei Magi? Chi ha raccontato il dramma nel Tempio di Gerusalemme, quando Maria e Giuseppe cercarono con ansia per tre giorni Gesù e lo ritrovarono nel Tempio, e Maria ebbe un’espressione incredibile: ‘Figlio, perché ci hai fatto così?’ E’ Maria che ha raccontato tutto questo. Ecco perché è nato questo genere letterario. Ho cercato di ricostruire il racconto della vita di Maria immaginando che fosse lei a raccontarlo alla Chiesa di oggi.

D. – Eccellenza, questo è il contenuto. Ma chi sono i destinatari del libro?

R. – I destinatari del libro sono tutti i cristiani, perché non esiste un vero cristiano, un vero discepolo di Gesù che non ami la Madre di Gesù. Quindi, io vorrei che attraverso questo libro, in qualche modo si risvegliasse la devozione a Maria per potere, attraverso Maria, andare a Gesù. Perché il libro vuole portare verso Gesù. Ogni volta che parla Maria, porta sempre a Gesù. Ecco: c’è tutto un movimento, dalla Madre verso il Figlio, perché lo scopo di Maria non è portarci a sé, ma condurci a Gesù. E ho avuto una bella consolazione: in 20 giorni sono andate vie 7 mila copie … è stato veramente un record che mi ha consolato non tanto per il successo in sé, quanto perché Maria è entrata nel cuore di tanta gente. Ho ricevuto diverse lettere di questo tenore. Per esempio, una mi dice così: “Io sono una cristiana fervente, sono una mamma di famiglia, la mia impostazione spirituale era cristocentrica ed esclusivamente cristocentrica”. Cristocentrica, va bene: tutto deve avere al centro Gesù. Però ‘esclusivamente’ cristocentrica, qui c’è da riflettere. E aggiunge: “Io avevo escluso completamente Maria, e sentivo che mi mancava qualcosa. Attraverso la lettura di questo libro, innanzitutto ho capito che Maria non mi allontana da Gesù, ma mi porta a Gesù. Ho riscoperto la Madonna. Ne sono felice e la ringrazio”. Questa lettera mi ha fatto un immenso piacere. E tante altre lettere di questo tenore.

D. – Eccellenza, la presentazione di questo suo libro cade nel mese di novembre, notoriamente dedicato alla commemorazione dei defunti. C’è un legame, un rapporto tra Maria e le anime dei defunti?

R. – Certamente, Maria è la Regina del Paradiso, è la Regina dei Santi, come noi la chiamiamo. E noi desideriamo che tutte le anime siano in Paradiso, e anche quelle del Purgatorio sono orientate al Paradiso. Certamente, Maria è in Cielo assieme ai Santi accanto a Gesù e accanto alla Santissima Trinità; è chiaro che nel mese di novembre Maria è un grande richiamo al Cielo, così come anche il ricordo dei Defunti è un richiamo al Cielo, perché viviamo in un’epoca di grande amnesia dell’eternità. Oggi sembra che l’umanità abbia dimenticato il destino ultimo. Per questo, quando si dimentica il Paradiso, il mondo diventa inferno, il mondo diventa invivibile. Il richiamo dell’Aldilà è indispensabile non per alienarci, ma per farci vivere bene l’”aldiquà”. Allora, ecco lo scopo di questo libro ed ecco anche perché è una coincidenza felice il fatto che lo presentiamo nel mese dei morti, cioè nel mese dell’Aldilà.