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Annibale. Come un'autobiografia di Giovanni Brizzi

Non rivedrò Cartagine, mai più": è l'amara riflessione di Annibale al quale Giovanni Brizzi offre la propria voce per ricostruire le tappe di una vita e di un'esperienza straordinarie.

Annibale. Come un’autobiografia: “Non rivedrò Cartagine, mai più”: è l’amara riflessione di Annibale al quale Giovanni Brizzi offre la propria voce per ricostruire le tappe di una vita e di un’esperienza straordinarie. Costretto a un duro esilio in Oriente, il generale cartaginese si rivela nei suoi contraddittori aspetti: in lui convivono l’eccelso stratega e l’abile amministratore, l’uomo educato alla filosofia greca e il “mostro assetato di sangue” che considera, con animo impassibile, l’ineluttabilità della guerra, dei massacri, degli inganni più atroci. Racconto votato alla verità assoluta, Annibale è dunque come un’autobiografia. Ma perché un’autobiografia firmata da un autore del nostro tempo? Lo stesso Giovanni Brizzi, insigne studioso di Annibale che per questo libro ha ricevuto nel 1999 il prestigioso Premio “Mario di Nola” per l’opera storica dall’Accademia dei Lincei, ne chiarisce i motivi. Sul grande cartaginese, gli annalisti hanno raccolto molteplici memorie. Alle loro cronache, tuttavia, manca l’analisi, umana e scientifica, capace di interpretare a fondo il personaggio e di illuminarlo nella sua interezza. Giovanni Brizzi per primo riesce a dar vita a una sistematica monografia in cui la documentazione più affidabile si intreccia con la vivacità rievocativa, la finezza letteraria con il fascino di un’epoca grandiosa e tragica. Nella mortale lotta fra Roma e Cartagine, Annibale ha il ruolo di protagonista unico nella seconda guerra punica. Ticino, Trebbia, Trasimeno, Canne: sono le pietre miliari dei suoi trionfi. Zama, nel 202 a.C., gli sarà fatale.