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L'autodromo di Monza oltre 80 anni di corse

Il tempio della velocità, la pista da oltre 240 di media, nomi come Lesmo,Parabolica, variante della Roggia non possono che rimandare al mitico autodromo di Monza . Da Ascari a Barrichiello, teatro di spettacolari vittorie di splendide doppiette Ferrari , ma anche di terribili incidenti tutto questo è stata e sarà ancora la pista italiana per eccellenza.

Si sente parlare tanto di indianapolis come il tempio della velocità, forse solo perché fu costruita prima di Monza.
Il circuito nostrano è uno dei più antichi nonché dei più veloci

C’è da dire che non ha mai avuto vita facile a causa di due fattori , la vicinanza al bellissimo parco di Monza, che giustamente ne limitava le possibilità per motivi ambientalisti e secondo la sua grande velocità che allo stesso tempo ne decretavo il successo .

Nasce tra le altre cose in un periodo difficile per l’Italia subito dopo la prima guerra mondiale, grazie all’impegno dell’Aci di Milano che nel 1920 in soli 100 giorni realizza un autodromo veramente fantastico.

La pista comprendeva un circuito standard pressa poco come oggi lo conosciamo noi, un anello ad alta velocità tipo gare americane ed infine un piccolo circuito per le gare della formula Monza.
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L’anello ad alta velocità comprendeva le due famose curve sopra elevate pericolose ma spettacolari allo stesso tempo, distrutte tempo dopo , per poi risorgere nel 55 , ancora oggi visibili quasi a commemorazione della pista che fu.

Una pista dove le scie sono ed erano fondamentali e che permettono alle vetture di spuntare velocità elevatissime e proprio per evitare incidenti e Monza ne ha visti veramente tanti(27 spettatori nel 1928,Ascari 55,Rindt 72,Petterson 78), che si decise di inserire due curve ad esse fino a snaturare la pista e presentandosi oggi con una chicane lentissima subito dopo la partenza con ingresso sulla destra, e le due Lesmo con raggi decisamente più bassi.

Proprio le curve di Lesmo assieme forse al rettilineo, erano un simbolo del circuito, curve velocissime da percorrere tutte di un fiato, e poi quel grande rettilineo , il più largo di tutto il circus.

Oggi si corre su un asfalto drenante una volta sul duro porfido e le due paraboliche erano in calcestruzzo “appoggiate” su un terrapieno.
Per diversi motivi Monza si è dovuta modificare , adattandosi ai vari regolamenti, ma è stata e sarà sempre una delle principali piste di tutto il mondo, teatro di splendide vittorie a velocità medie elevatissime.

Un dato su tutti nel 1971 Gethin su Brm P160 fece segnare 242,615 di media , oggi nonostante i rallentamenti la Ferrari di Barrichello ha fatto 241,090 di media
Personalmente ho visto Monza e posso comunque assicurarvi che è veramente una struttura imponente ben organizzata e veramente bella, questo vuole essere un semplice giudizio , ma a mio avviso avvalorato dal continuo successo che questo riscuote ogni anno nonostante abbia già 82 anni di vita ……….
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