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Cucinare, una attività spirituale per la tradizione ayurvedica

La sacralità del cucinare In India cucinare è considerato un atto d'amore. Trasformando la materia in cibo, si può attuare la legge fondamentale della natura, quella della trasformazione.

Secondo la tradizione ayurvedica, quello che mangiamo diviene noi e noi diventiamo ciò che mangiamo, anche per questo nutrirsi è un atto importante.
Chi cucina con amore e concentrazione trasmette attraverso il cibo qualcosa di vitale.
La cultura dell’India è riflessa nella sua cucina, così piccante da colpire fortemente il palato, eppure anche così benevola e benefica.
Gli aromi infatti non sono messi insieme per caso, ma sono accostati in base alle loro proprietà e ai loro effetti combinati.
Così anche l’India e la medicina ayurvedica: intensa, estrema, caotica, eccessiva, ma anche armoniosa, gentile, con una grazia tutta sua.
Per l’ayurveda mangiare è un’arte che ha i suoi rituali.
Di solito il primo boccone non è mai ingerito, ma viene lasciato da parte nel piatto, come offerta di ringraziamento alla Natura per i doni che ci vengono offerti ogni giorno.
Quando si mangia, la testa viene abbassata verso il tavolo come gesto di umiltà: siamo noi che dobbiamo andare al cibo e non il contrario.
Queste piccole regole o riflessioni sulla natura spirituale del cibarsi, possono essere un piccolo passo per comprendere meglio il senso della tradizione ayurvedica.

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