Questo sito contribuisce alla audience di

EXIT Festival di Novi Sad: stranieri e autoctoni a confronto

Chi segue i festival estivi di musica rock ed elettronica, forse ha sentito parlare dell’EXIT Festival, che si tiene ogni anno a partire dal 2000, a Novi Sad in Serbia. Dopo Sziget Festival di[...]

Exit Festival - Novi Sad - SerbiaChi segue i festival estivi di musica rock ed elettronica, forse ha sentito parlare dell’EXIT Festival, che si tiene ogni anno a partire dal 2000, a Novi Sad in Serbia. Dopo Sziget Festival di Budapest, è uno dei più grandi d’Europa, che ha visto la partecipazione di 190.000 visitatori durante l’ultima edizione. Tra i headliners dell’anno scorso c’erano i nomi storici come Patti Smith, Kraftwerk e Madness, oltre ai gruppi che hanno dominato la scena musicale degli ultimi anni come Moby, Arctic Monkeys o Green Velvet. Tuttavia le cose più interessanti, per chi cerca le cose meno “commerciali”, si trovano sui palchi “minori” dove si possono vedere le band e i dj emergenti o appartenenti alle etichette indipendenti, che spaziano tra i vari generi, dall’electro-clash all’industrial, dall’ambient al dub. Non mancano i gruppi locali, che inizialmente erano i protagonisti principali del festival, nato per iniziativa di un’associazione di studenti universitari e con il sostegno di alcune ONG. Nel corso degli anni la manifestazione si è ingigantita fino a diventare una notevole fonte di guadagno per l’economia della regione Vojvodina.

Quest’anno la quota dei partecipanti dall’estero ha superato quelli autoctoni o dagli stati limitrofi. Tra i visitatori stranieri più numerosi ci sono gli inglesi e sono anche quelli che vengono visti sempre più in cattiva luce dai visitatori locali. Ma vediamo perché. Secondo l’agenzia TIM di Novi Sad, che si è occupata di fare un indagine sull’evento, utilizzando come campione 1300 visitatori dalla provenienza e dal profilo diverso, è emerso che l’entusiasmo verso gli stranieri è sensibilmente calato, dal 75% degli anni precedenti al 62% dell’anno scorso. Tra le cause di questo ci sarebbe il comportamento ritenuto “incivile” di una fetta consistente del pubblico inglese, spesso notato anche da altri visitatori stranieri, che li accusano di “ubriachezza molesta, aggressività e scarso senso d’igiene”. Un altro elemento di delusione di una percentuale degli autoctoni è che il festival si sta orientando verso un pubblico estero, sia in base al programma musicale ma soprattutto in base agli standard economici, accusando il fatto che sta diventando proibitivo per le tasche di uno studente medio serbo. Tra gli aspetti positivi dell’indagine rimane sicuramente il “miglioramento dell’immagine del paese”, che per anni si è portato dietro la pesante eredità della guerra e del regime di Milosevic, che oltre alla chiusura produceva molti pregiudizi nei giovani europei. L’opinione sulla qualità della proposta musicale e sul divertimento è unanime e si avvicina ai 70% degli intervistati.

In conclusione, paragonando l’opinione degli autoctoni e degli stranieri, i primi sono generalmente soddisfatti della proposta musicale ma si sentono in qualche modo “spodestati” o “marginalizzati”, mentre gli stranieri per il momento hanno un’opinione molto positiva, ritenendo che l’apertura delle frontiere e gli scambi culturali sono il miglior modo per vincere le chiusure e i pregiudizi. In media gli stranieri spendono circa 425 euro durante i giorni della manifestazione, mentre gli autoctoni la metà. Per chi fosse interessato la prossima edizione si terrà dal 8 all’11 luglio 2010, presso la fortezza Petrovaradin di Novi Sad. Per le informazioni potete consultare il sito ufficiale dell’EXIT festival in lingua inglese. Per ora si può anticipare che tra i nomi grossi quest’anno ci saranno i Chemical Brothers.

Le categorie della guida