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Monteparadiso Festival - punk rock in Croazia

La costa croata è famosa per le sue circa settecento isole, per le spiagge nudiste e per i villaggi turistici, insomma per le cose che attirano il turista medio. Dall’altro lato, in reazione al[...]

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La costa croata è famosa per le sue circa settecento isole, per le spiagge nudiste e per i villaggi turistici, insomma per le cose che attirano il turista medio. Dall’altro lato, in reazione al turismo di massa si sono moltiplicate le iniziative per creare forme di turismo “responsabile”, che dovrebbe tutelare i fragili equilibri di un territorio tipicamente mediterraneo, dei suoi eco-sistemi e delle sue tradizioni locali. Ma in questo articolo non parlerò né dell’uno né dell’altro. A volte sembra che si escluda a priori l’ipotesi di fare un viaggio nei balcani, e in Croazia in particolare, che va al di là della movida forzata dei villaggi turistici o del viaggio naturalistico che si concentra esclusivamente sugli aspetti paesaggistici o sul folklore. Si dimentica che quella è l’Europa e che malgrado la travagliata storia recente dei paesi ex jugoslavi, esistono anche là, come altrove, le culture metropolitane e le sotto-culture giovanili, ci si dimentica che la scena rock e new wave jugoslava negli anni ‘80 non aveva nulla da invidiare agli altri paesi europei e che oggi ci sono molti eredi di questo fermento che si esprimeva non solo attraverso la musica, ma anche l’arte, il fumetto, il cinema underground e in misura minore attraverso la politica.

Per fare un esempio andiamo a Pola in Istria, dove da 18 anni, ogni estate si svolge il festival punk Monteparadiso. Prende il nome dalla fortezza che inizialmente lo ospitava, ora spostato in una ex caserma, ottenuta in accomodato d’uso dall’omonima associazione che oltre ad organizzare i festival musicali, ha un’etichetta indipendente, una webradio e un “hacklab” che si dedica ai diritti digitali e alla promozione del free software. Il festival Monteparadiso di solito inizia nella prima settimana di agosto, ospitando i gruppi punk e hard core da tutta l’Europa, accogliendo migliaia di persone in un contesto fortemente improntato sugli stili di vita alternativi e sulla critica sociale tipica di questo genere ribellistico per eccellenza. Durante la manifestazione è allestito un campeggio libero, una mensa che serve i cibi vegani a prezzi popolari e i gazebo con le distro musicali, i gadgets vari, i libri, le riviste e fanzine. I gruppi di pankettoni duri e puri arrivano da mezzo mondo con i loro furgoni alla Mad Max e il seguito dei cani. Nel corso degli anni hanno suonato anche alcuni dei nomi storici del punk italiano come Raw Power e Nabat. Contrariamente a quanto può pensare una persona estranea a questi ambiti è molto più facile imbattersi in una rissa nelle discoteche e locali notturni che non in questo contesto, che malgrado gli alti tassi alcolici risulta molto “friendly”. Per chi è ancora affezionato alle chitarre distorte e ai ritmi martellanti non resta che tuffarsi nella mischia degli “stage diving“.

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