Le prime bambole afro americane

Le prime bambole afro americane, altrimenti dette AA, nacquero, agli inizi degli anni Sessanta, come versioni di colore delle bambole caucasiche.

Le versioni AA vissero  un decennio intenso e creativo, all’insegna della moda, della pubblicità e del glamour. In quegli stessi anni, nell’industria della bambola  si stava sperimentando il PVC, detto vinile. La prima fase di lavorazione era affidata agli occhi sapienti di uno scultore. Quest’ultimo  modellava, da un blocco di argilla, il volto di una bambola dal quale veniva eseguito un calco in gesso che dava origine  al primo stampo.  Da un punto di vista estetico,  i risultati delle prime serie di produzione  delle  AA furono decisamente deludenti, perchè vennero realizzate  con gli  stampo dei prototipi caucasici. Anche se i  volti delle bambole erano  l’uno la copia dell’altro,  i lineamenti delle bambole AA, rispetto alle versioni bianche,  risultavano palesemente artefatti, inespressivi  e  poco realistici. La mancanza di sintonia tra la mano dell’artista e  l’espressività  del volto della bambola era, purtroppo, un po’ troppo evidente. Inoltre, quasi tutte le AA presentavano capelli che si ossidavano e che tendevano ad assumere una tonalità rossastra (le uniche esenti da questo difetto erano quelle con i capelli molto ricci, stile afro). Oggi le  bambole AA, ricercate  dai collezionisti,   rappresentano   una piccola risorsa da cui possono venire informazioni sulla moda e sulle abitudini di quegli anni, così vicini e così lontani.

African American Dolls

 

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