
Le versioni AA vissero un decennio intenso e creativo, all’insegna della moda, della pubblicità e del glamour. In quegli stessi anni, nell’industria della bambola si stava sperimentando il PVC, detto vinile. La prima fase di lavorazione era affidata agli occhi sapienti di uno scultore. Quest’ultimo modellava, da un blocco di argilla, il volto di una bambola dal quale veniva eseguito un calco in gesso che dava origine al primo stampo. Da un punto di vista estetico, i risultati delle prime serie di produzione delle AA furono decisamente deludenti, perchè vennero realizzate con gli stampo dei prototipi caucasici. Anche se i volti delle bambole erano l’uno la copia dell’altro, i lineamenti delle bambole AA, rispetto alle versioni bianche, risultavano palesemente artefatti, inespressivi e poco realistici. La mancanza di sintonia tra la mano dell’artista e l’espressività del volto della bambola era, purtroppo, un po’ troppo evidente. Inoltre, quasi tutte le AA presentavano capelli che si ossidavano e che tendevano ad assumere una tonalità rossastra (le uniche esenti da questo difetto erano quelle con i capelli molto ricci, stile afro). Oggi le bambole AA, ricercate dai collezionisti, rappresentano una piccola risorsa da cui possono venire informazioni sulla moda e sulle abitudini di quegli anni, così vicini e così lontani.

Francesca Londino-1484









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