
Molte sono le storie che nel tempo si sono intrecciate per cercare di dare una spiegazione sull’origine della bambola di pezza, un oggetto semplice ma comune a tutte le culture del mondo.
Una delle tante storie è quella delle Pew Dolls, termine che tradotto letteralmente dall’inglese significa le bambole della panca.
Nel lontano 1800, in America, le mamme per tenere buoni i bambini, durante le funzioni religiose, costruivano per loro una rudimentale bambolina, ottenuta da una serie di semplici nodi fatti a mano con un fazzoletto.
Ma questa rimane solo una delle tante storie, perché, purtroppo, sull’origine della bambola di pezza non ci sono certezze.
Le informazioni che sono arrivate sino a noi sono abbastanza confuse, non vi è nulla di scritto, non si è approdati a nessun chi, a nessun quando e a nessun dove.
Alcuni ritrovamenti, provenienti dal continente americano, risalgono al 1800. Si tratta di bambole in pezza molto semplici, realizzate dalle donne pioniere mentre con le carovane attraversavano le Montagne Rocciose (se quelle bambole potessero parlare ne avrebbero di storie e segreti avvincenti da raccontare sulla conquista del mitico Far West).
Intorno al 1880 si diffusero bambole in tessuto di cotone o seta, con il tronco in maglia elastica, imbottito di cotone idrofilo, mentre per la produzione in serie, rivoluzionando il metodo tradizionale, vennero realizzate bambole stampate su cotone da ritagliare, cucire ed imbottire. Queste ultime ebbero un grande successo, grazie anche alle riviste femminili che proponevano i cartamodello con le relative istruzioni per assembrarle.
Tra le ambasciatrici del Made in Italy nel mondo, la storica azienda Lenci, nata negli anni 20, è stata ideatrice di bambole in feltro che lasciano un’eredità e una bellezza senza tempo, difficile da ricreare.
Un’altra nota bambola in stoffa, tutta italiana, è sicuramente la morbida e colorata Pigotta, termine che nel dialetto lombardo significa per l’appunto bambola. Qualche anno fa la Pigotta è stata scelta dall’ Unicef per una campagna di beneficienza che si ripete ogni anno, nel periodo natalizio, a favore dei bambini del terzo mondo. Così la Pigotta da semplice bambola di pezza è diventata un simbolo di pace e solidarietà.
Il mondo del collezionismo per lungo tempo non ha tenuto in gran considerazione le bambole di pezza, ma negli ultimi anni sono state ampiamente rivalutate. Tra le più collezionate le raffinate Lenci e le graziose e vivaci Holly Hobbie in stile country-fantasy, lanciate sul mercato dall’azienda Knickerbocker, nel 1974.
Le bambole di stoffa continuano ad essere amate da grandi e piccini ed esclusa l’imbottitura, che oggi è in poliestere, si realizzano ancora nello stesso modo, rigorosamente a mano, con gesti antichi e pazienti.

Francesca Londino








