Mini creazioni per macro emozioni

“La sfera ludica è una proiezione del mondo della vita quotidiana; questo mondo reale è miniaturizzato o ingigantito fino a mettere in discussione il legame tra materialità e significato” Susan Stewart

Doll’s house, mignonnettes, roombox: elementi di un micromondo che ci trasportano in un gioco di fantasia e immaginazione in cui potersi abbandonare.
Un micromondo che ci permette di entrare e di uscire dalle nostre dimensioni abituali proprio come la piccola Alice nel paese delle Meraviglie.
Le doll’s house nascono nel XVI secolo, a Norimberga, vera fucina di abili artigiani, dall’intento di riprodurre le abitazioni delle famiglie nobili e borghesi del tempo. In breve tempo questa particolare espressione artistico-artigianale venne esportata con successo in Olanda, America e Inghilterra.
Molte di quelle case in miniatura, originariamente denominate “Baby House”, sono giunte a noi come dei veri e propri capolavori.
In Germania ed in Olanda le doll’s house venivano collocate in originali armadietti, realizzati appositivamente per contenerle e proteggerle. Uno degli esempi piu’ noti è l’armadietto di Sara Ploos Van Amstel , risalente al 1745.
In Inghilterra invece veniva riprodotta anche la facciata della casa per ottenere un maggiore grado di realismo.
Uno degli esempi più autorevoli è lo splendido palazzo in miniatura, custodito nel Castello di Windsor, regalato alla regina Mary d’Inghilterra da re Giorgio V, nel 1924.
Un palazzo eccezionalmente prezioso per la ricchezza e la bellezza dei particolari, interamente arredato con piccoli e autentici quadri appesi alle pareti, composto da una biblioteca ricca di volumi rilegati in cuoio e scritti per l’occasione da più noti scrittori e poeti del tempo, da una cantina fornita di vini d’annata imbottigliati in bottiglie di vetro alte 1 pollice, da una stanza da bagno con relativa vasca in marmo verde con rubinetti che producono acqua calda e fredda.
Edwin Lutyens, l’architetto incaricato di progettare la regale doll’s house, così riassunse il senso di un’opera curata da un’incredibile squadra di 1.500 artigiani, commercianti, artisti e scrittori: “Stiamo inventando e progettando qualcosa che permetterà alle generazioni future di vedere come hanno vissuto un re ed una regina nel ventesimo secolo e quali autori, artisti ed artigiani c’erano durante il loro regno”.
Particolarmente interessanti sono le roomboxes, ricostruzioni creative, in scala di piccoli ambienti o di scene di vita.
A differenza della doll’s house, che si basa sulla riproduzione fedele di ambienti realistici, la roombox offre la possibilità di spaziare senza vincoli e di personalizzare il tema ed il supporto sul quale si decide di intervenire. Quando si realizza una roombox qualsiasi oggetto può funzionare come contenitore dell’idea che s’intende materializzare. L’importante è creare divertendosi.
Nel XIX secolo queste case da fiaba iniziarono a popolarsi di piccole bambole che contribuirono ad accrescerne il fascino e le suggestioni visive
Il primo modello di bambola tascabile, chiamato mignonette, nasce a Parigi, nel 1878, ad opera del dollmaker Julien Francais.
Una bambola decisamente innovativa per l’epoca che diede vita a una serie di modelli da collezione importanti e di grande successo, come les minuscules e les lilliputiens, realizzate in biscuit e rimaste sul mercato fino al 1930.
Attualmente alcune tra le piu’ belle mignonettes sono esposte nelle sale del Musée de la Poupée, a Parigi.

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