
Nel 1877, Thomas A. Edison brevettò il primo apparecchio in grado di registrare e di riprodurre i suoni: il fonografo. Dopo qualche mese ricevette una singolare proposta: l’autorizzazione di utilizzare il suo apparecchio per verificare il funzionamento di un brevetto consistente in un prototipo di bambola che cantava e parlava. La proposta arrivava da William W.Jacques, un inventore che aveva collaborato con Berliner (inventore del grammofono) al miglioramento del telefono. Edison accettò entusiasta sia perché lo affascinava l’idea di un’utilizzazione ludica del suo apparecchio e sia perché per la sua invenzione quella proposta rappresentava l’applicazione sul piano pratico. Infatti, pur riconoscendo il fonografo come una grande scoperta tecnologica, un articolo pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica dell’epoca, rivela che non era stato compreso appieno : “…per quanto il fonografo appaia, a buon diritto meraviglioso, esso tuttavia non fu potuto ancora applicare a nessun uso veramente utile e pratico. Fino ad oggi questo apparecchio va annoverato nel numero di quelle curiose invenzioni che presentano un interesse essenzialmente scientifico”. Dopo diversi incontri, i due inventori fondarono l’azienda Edison Phonograph Toy Manufacturing Company.
La prima dimostrazione pubblica del prototipo della bambola parlante avvenne, nel 1889, presso l’Exposition Universal, a Parigi. La bambola, che recitava filastrocche per bambini, era alta 22 cm, pesava quasi 4 libbre, aveva la testa in biscuit, gli arti in legno e il torace in acciaio. Il prezzo era di $10 per la versione standard, vestita con un semplice camicione di cotone bianco e $20-$25 per la versione special, vestita elegantemente di tutto punto. Una considerevole somma di denaro per l’epoca, equivalente allo stipendio di due settimane di un impiegato medio.
Il piccolo fonografo posizionato nel torace della bambola funzionava con una piccola manovella che muoveva un cilindro di metallo disposto in posizione orizzontale, con la superficie interamente filettata da un solco elicoidale e ricoperto di carta stagnola o da un foglio di cera. I suoni prodotti rimanevano incisi su un foglio di carta o di cera che avvolgeva il disco e si potevano riascoltare, grazie ad un cornetto acustico. Purtroppo dopo soli tre anni l’azienda si ritirò definitivamente dal mercato perché il progetto si rivelò un fallimento clamoroso; basti pensare che il primo anno vennero presentati all’azienda 2.500 reclami circa, da parte di clienti malcontenti. La motivazione? Apparecchio difettoso: il meccanismo troppo fragile e vulnerabile causava il cattivo funzionamento delle bambole.
Oggi le poche bambole di Edison, sopravvissute al tempo, sono esposte nei musei.

Francesca Londino








