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L'era delle materie plastiche

Le materie plastiche sono parte di un più ampio gruppo di sostanze chimiche, denominate resine sintetiche o polimeri, che si ottengono da prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio. Durante la seconda metà del ventesimo secolo, l'industria delle materie plastiche ebbe uno sviluppo di proporzioni enormi e una grande incidenza sulla società. Le nuove materie sintetiche cambiarono la faccia del mondo, entrando nelle case di tutti e sostituendosi ai materiali naturali e tradizionali.

L’ingresso massiccio delle materie plastiche nell’intera produzione mondiale portò anche i marchi produttori di bambole a trasformare il prodotto e ad investire risorse e denaro per aggiornarsi e sperimentare soluzioni al passo con i tempi, capaci di abbinare estetica e resistenza.
Uno dei primi materiali impiegati nella produzione di bambole fu la celluloide, una materia organica trasparente, ottenuta dalla cellulosa che, pur essendo stata scoperta, nel 1870, da John Wesley Hyatt negli Stati Uniti, trovò larga applicazione nell’industria nel 1905.
Ma negli anni Cinquanta, le norme UNI ne stabilirono la fine, vietando la sua lavorazione, a causa dell’ estrema infiammabilità. L’industria delle bambole trovò un sostituto temporaneo in un materiale noto come rhodoid (acetato di cellulosa derivato dal fiocco di cotone). Purtroppo, malgrado l’ottimale resa estetica, gli elevati costi di produzione del rhodoid ne determinarono la transitorietà.
Due materiali invece destinati ad una lunga vita furono il polipropilene, commercialmente conosciuto col nome di moplen e il polietilene. Ambedue i materiali, estremamente versatili, utilizzati come plastiche e come fibre, raggiunsero in pochi anni uno sviluppo produttivo e una varietà di applicazioni senza precedenti. Il polipropilene e il polietilene sono ancora oggi utilizzati e considerati particolarmente idonei per la realizzazione delle bambole, perché, a differenza di altri polimeri, non contengono sostanze chimiche poco salutari come additivi e plastificanti.
Ma la vera rivoluzione avvenne, alla fine degli anni Cinquanta, con l’applicazione di un materiale che soddisfò pienamente le aspettative dei produttori e del pubblico:il cloruro di polivinile, meglio conosciuto come PVC o vinile.
Il successo era da attribuire soprattutto alle sue proprietà: morbidezza al tatto, resistenza all’acqua e al fuoco, flessuosità, versatilità, economico. Un vero cavallo da battaglia, ampiamente utilizzato per la realizzazione di vari modelli di bambole.
Questo polimero vinilico, dagli inizi ad oggi ha compiuto passi da gigante e si è conquistato con una progressione di risultati che ha pochi eguali, un posto sempre più di rilievo nella produzione di bambole
Inizialmente le bambole in vinile avevano solo la testa e gli arti in questo materiale, inseriti, tramite un sistema ad avvitamento, su corpi in stoffa imbottiti o in plastica dura. I capelli radicati in nylon (cuciti sulla testa con una macchina apposita) rappresentavano una novità che permetteva di spazzolare e pettinare la bambola senza rovinare l’acconciatura.
Purtroppo, le prime bambole in vinile non sono invecchiate bene, tant’è che, per l’odierno mercato del collezionismo, il loro valore commerciale risulta inferiore rispetto a quelle in plastica dura. Fatta eccezione per le bambole, perfettamente conservate nella confezione originale, che capitano occasionalmente sul mercato. Nell’agosto del 2000, alcune dichiarazioni del chimico danese Yvonne Shashoua , pubblicate sul WebMD, allarmarono i collezionisti di bambole. Shashoua sosteneva che le bambole in vinile, prodotte tra gli anni ‘50 e ‘60, contenevano additivi altamente tossici e consigliava di evitare il contatto con la pelle. La Commissione sulla sicurezza dei prodotti di consumo degli Stati Uniti non commentò l’articolo, ma un loro portavoce dichiarò alla WebMD: “Controlleremo il lavoro condotto dal ricercatore danese con l’obiettivo di stabilire se sussistono motivi gravi di preoccupazione”. Shashoua ha sottolineato più volte che, dagli anni ‘70 in poi, l’industria del giocattolo ha prodotto bambole in vinile utilizzando una nuova formula non tossica.

- Immagini di bambole degli anni ‘50