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Fashion Dolls Story

La fashion doll, nata dalla fusione tra arte e industria, è una bambola da collezione per adulti, con una personalità ben definita, che incarna l'immagine di una donna indipendente, spigliata e sempre al passo con i tempi.

Solitamente le fashion dolls sono divise in serie che trattano temi diversi e si dividono in Limited Edition e Collector’s Edition.
Ogni esemplare si presenta numerato, firmato, datato (con la data di brevetto del singolo pezzo) o accompagnate da un certificato di autenticità.

L’affermarsi delle fashion dolls, tradizionalmente collocato a partire dagli anni Cinquanta, affonda le sue radici alla fine del lontano 1700 ed è strettamente legato alle preziose bambole collezionate dai nobili delle corti europee e, più in generale, all’affermarsi delle “Pandore” , le bambole manichino che varcavano i confini per portare le novità sartoriali nelle corti europee. La storia dei collezionismo di bambole inizia, intorno al 1780, quando un italiano di nome Domenico Pierotti apre in Inghilterra la prima fabbrica artigianale di bambole. I pezzi prodotti da Pierotti, pur facendo parte di un processo produttivo seriale, erano però considerati esclusivo appannaggio della nobiltà, a causa del loro elevato valore commerciale. Basti pensare che il costo di una bambola, particolarmente pregiata, era quasi uguale alla paga mensile di un operaio. Tra i suoi collezionisti più noti c’era la regina Maria Antonietta di Francia, che amava ordinare bambole personalizzate.
Le fashion dolls che conosciamo oggi, chiaramente, non si possono identificare con le bambole del ‘700: le evoluzioni dello stile, dei materiali e delle tecniche costruttive hanno generato un’ evoluzione troppo dinamica e creativa, nel corso degli anni.

- Dal romantico e aristocratico passato remoto all’originalità e al glamour di un passato recente
Gli anni compresi tra il 1948 e il 1960 rappresentano un periodo di grandi transizioni e mutamenti sotto il profilo culturale, artistico, industriale e politico. Sono gli anni in cui la moda si prepara a diventare il veicolo prioritario delle nuove forme estetiche, in cui si assiste all’invenzione delle materie plastiche ed alla nascita e allo sviluppo di grandi industrie. L’avvento di nuovi materiali e i bassi costi di produzione favoriscono lo sviluppo di un nuovo mercato, stimolando i produttori di bambole ad adeguarsi ai cambiamenti ed a dare nuova linfa al settore.
Nel 1955 nasce Cissy, la prima fashion doll americana, lanciata da Beatrice Alexande Behrman, detta Madame Alexander, proprietaria dal 1920 della “Alexander Doll Company”. Cissy, alta più di 50 cm, ha un volto altero ed infantile, occhi mobili e un corpo articolato da pin-up. Il suo guardaroba, in stile Grace Kelly, è sontuoso e fornito, con abiti dai vari tessuti per ogni stagione ed occasione, raffinati per la fattura creativa e la qualità. L’unico difetto, se difetto si può considerare, il costo: il prezzo della bambola va dai $16 ai $60.
Sono anche gli anni che mettono di fronte ad un fenomeno sociale molto complesso:l’adolescenza e l’affermarsi di una cultura giovanile autonoma ma anche commercialmente sfruttabile. Il giovane popolo è spavaldo e fragile, porta jeans e giubbotti di pelle, ama le macchine decappottabili e la musica rock riflette il suo stato d’animo.
Ispirate al mondo adolescenziale nascono “Little Miss Revlon”e “Toni”, due superbe fashion dolls che rappresentano due teenager dell’epoca.
Little Miss Revlon, prodotta dalla “Ideal Toy Company”, nel 1956, è in vinile, ha i capelli radicati,i lobi forati, gli occhi dormienti ed è disponibile inizialmente in 4 formati da 10 (molto apprezzato dai collezionisti), 15, 18 e 20 pollici.
Il suo guardaroba, anche se lontano dall’alta qualità degli abiti di Cissy, è ricco di abiti e di biancheria intima. “Queen of Diamonds”, “Cherries a la Mode” e” Kissing Pink” sono i modelli di Miss Revlon piu’ importanti e ricercati.
Lanciata, nel 1957, dall’“American Character Doll Company”, Toni, malgrado il nome maschile, è carina e molto femminile. Ha un’espressione serena ed uno sguardo leggermente ammiccante che la rende irresistibile, grazie ai particolari occhi flirty (occhi in grado di rivolgere lo sguardo in alto ed in basso, oltre che a destra ed a sinistra).

Secondo alcuni esperti del settore, la nascita della fashion doll è stata una reazione dell’artigianato alla produzione di massa. Il processo creativo, legato a questo tipo di bambola, non soltanto è intraducibile nella produzione di massa ma ne è anche l’aristocratica risposta.
E’ possibile…ma c’è un’eccezione bionda che mette in discussione questa ipotesi.
Nel 1959, la televisione americana manda in onda il primo spot pubblicitario che vede come protagonista una bambola con le sembianze di una modella da pubblicità cartellonistica, di nome Barbie. La bambola e lo spot provocano nelle famiglie tradizionaliste un vero e proprio groviglio di emozioni: indignazione e scandalo per una bambola accusata di essere troppo sexy e diseducativa per l’infanzia, timore e paura di vedere i bambini influenzati nella scelta di un giocattolo dal mezzo televisivo.
Nessuno di quei genitori poteva immaginare che quella bambola troppo sexy un giorno sarebbe diventata la famosa bambola che conosciamo tutti e che la pubblicità televisiva sarebbe diventata un importante strumento di promozione per tante altre bambole ancora.

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