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La storia di Patsy e della Effanbee

Corredata da un simpatico guardaroba, rappresentava una bimbetta di 3 anni dall' espressione dolce, con i capelli rossi e corti, un nasino delizioso sottolineato da una boccuccia atteggiata a cuoricino,la testa inclinata da un lato, lo sguardo leggermente alzato e gli occhietti vispi e brillanti da burla. Intorno al polso, a mo di bracciale, aveva attaccato un cuore dorato con sopra scritto il suo nome: Patsy. Una bambola bellissima, da sempre cavallo di battaglia dell'azienda Effanbee Doll Company, tutt’ora stimata e richiesta tra i collezionisti.

L’azienda Effanbee Doll Company, fondata, nel 1912, a New York da Hugo Baum, raggiunse la notorietà, dal 1928 in poi, grazie alla bambola Patsy, progettata da Bernard Lipfert. In quegli anni, Patsy raggiunse una tale popolarità da sollecitare Baum a produrre anche delle sorelline ed un boyfriend, di nome Skippy, per la bambola. Il successo riscosso va, sicuramente, attribuito anche alle strategie di comunicazione, adottate dall’azienda, che rafforzarono notevolmente l’immagine e la posizione della bambola e del marchio. La Effanbee dimostrò, infatti, una grande creatività nella promozione delle vendite di Patsy, organizzando una simpatica ed originale campagna pubblicitaria, in lungo ed in largo per il Paese, con un testimonial di grande effetto: un pupazzo vivente che rappresentava la simpatica zia di Patsy. La Effanbee diede vita anche ad una rivista per bambini, intitolata “The Patsytown News”, che in America ottenne un lusinghiero quarto posto nelle vendite, e ad un Fan Club, denominato “Patsy Doll Club”, la cui iscrizione, riservata solo ai bambini, avveniva tramite la compilazione di una cartolina presente nella confezione della bambola. Un’altra strategia dell’azienda fu quella di legare il suo nome ad alcuni eventi a spiccato sfondo culturale, creando due bambole che rappresentavano George e Martha Washington, in occasione del bicentenario della nascita di George, una serie di bambole in costume dedicate alla famosa operetta White Horse Inn, che in quegli anni stava facendo il giro degli Stati Uniti, una versione di Skippy in abiti militari ed una ricercata linea di bambole in costume etnico, ispirata al libro “Alice nel Paese delle Meraviglie”, appena pubblicato. Purtroppo, la fantasia della Effanbee e la bellezza di Patsy non servirono a superare le gravi difficoltà finanziarie e produttive, causate dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Ad aggravare la situazione contribuì la morte di Hugo Baum, che portò al declino il sogno Effanbee. Nel 1946 l’azienda venne rilevata dalla Noma Electric che ripropose nuovamente, con poche modifiche, il modello di Patsy. Da allora l’azienda, con Stanley Wahlberg come presidente e Irene Wahlberg come designer, in un costante susseguirsi di alti e bassi ha proposto diversi modelli in edizione limitata ed alcune bellissime riproduzioni degli anni trenta e quaranta di Patsy e Skippy.

Nel 2002, la Effanbee, a seguito di una dichiarazione di fallimento, ha cambiato di nuovo pelle passando alla Doll Company di Robert Tonner ( leggi la storia di R.Tonner) che ne ha acquistato il marchio e la proprietà. Che dire? Tonner oltre ad essere un designer dall’enorme talento, con all’attivo un curriculum professionale ricco di successi, è anche un abile imprenditore. Speriamo che il suo tocco sia taumaturgico per le sorti della storica Effanbee. Le Patsy sul sito della Effanbee

I primi modelli di Patsy