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Ginny, tra creatività e imprevedibilità

Le ideologie sull’emancipazione femminile non erano ancora nate, quando, nel 1922, Jennie Adler Graves si avvicinò al mondo della produzione di bambole, costruendo un piccolo laboratorio artigianale. Nacque così la Vogue Doll Corporation, che in pochi anni (1930) si impose come una delle più importanti aziende produttrici di bambole negli Stati Uniti.

Jennie Adler Graves era sempre stata una donna determinata che si muoveva in contro tendenza rispetto alle mode e al mondo.
Da tempo era convinta che per favorire nel bambino l’immaginazione la bambola andasse venduta senza nome di battesimo. Il mercato però preferiva il contrario. Tra il 1950 ed il 1951, la signora Graves creò una nuova gamma di bambole alte 8 pollici, disponibili in due versioni: con e senza nome. La versione “battezzata” comprendeva diversi modelli dai nomi differenti: Lucy, Carol, Becky, Tina e Ginny.
Stranamente, il pubblico acquirente diede indistintamente a tutte le bambole il nome Ginny. Sfidando le leggi del mercato, che privilegiavano il vinile, la signora Graves scelse, invece, la plastica dura come materiale per le sue Ginny.
Per evitare di vedere le sue bambole sbaragliate dalle temibile concorrenti in vinile, decise di perseguire una strategia di differenziazione. Al contrario delle moderne bambole prodotte con capelli radicati, le bambole Ginny vennero fornite di parrucche sostituibili, realizzate in nutex (una speciale fibra naturale che si poteva lavare e pettinare). Un’altra novità estetica e funzionale era rappresentata da un meccanismo che faceva camminare le bambole. Si trattava, infatti, delle prime bambole, di piccole dimensioni, ad esserne dotate (le bambole che camminavano, presenti sul mercato, erano tutte a grandezza naturale). Nel 1960, dopo anni di successo e popolarità, per la Vogue Doll Corporation e per le piccole Ginny, iniziò la fase del declino.
I motivi furono tanti: i tempi che stavano ancora una volta cambiando, il rifiuto della signora Graves di adeguarsi alle nuove strategie pubblicitarie costruite intorno alla televisione, la comparsa sul mercato di una concorrente temibile di nome Barbie.
Dal 1966, la Vogue Doll Corporation ha cambiato più volte proprietà, fino ad arrivare alla R.Dakin and Company, che continua ancora a produrre le bambole Ginny, anche se nel frattempo sono molto cambiate
Oggi le prime Ginny sono molto richieste dai collezionisti e dagli amanti delle bambole vintage.

- The Vogue Doll Company