L'origine della bambola

"Scandagliare a fondo questo affascinante oggetto significa andare al di là del giocattolo per addentrarsi in una vicenda storica perduta nel tempo fatta di intuizioni, di mistero, di tesori da collezionare, di mode e di originali creazioni" Marialivia Brunelli

La bambola ha seguito l’uomo nel suo cammino evolutivo, sin dal lontanissimo periodo preistorico. Assumendo diversi significati è passata attraverso culti funerari, rituali legati alla prosperità, alla fecondità e alla stilizzazione simboleggiante di divinità e di forze della natura. Aspetti ampiamente testimoniati, attraverso i millenni, da ritrovamenti archeologici e da citazioni letterarie. Dalle più antiche civiltà, come la babilonese, l’egizia, l’etrusca, la minoica, la greca e la romana, sono giunti fino a noi i resti di bambole in argilla, avorio, legno, osso, alabastro e stoffa, non di rado con arti snodati e capelli intrecciati.
La bambola è uno di quegli oggetti che si ripetono immutati attraverso i secoli e nei posti più distanti tra loro. Questa onnipresenza è forse da collegare alle implicazioni magico - religiose che ha il giocattolo; implicazioni che sono, ovviamente, maggiori in civiltà di tipo arcaico. Anche il termine inglese doll (in italiano bambola) che deriva dal greco eidolon, ossia idolo, contribuisce a ricordare il carattere religioso o magico di questo delizioso oggetto.
Philippe Aries nel suo libro, intitolato Padri e figli (Laterza, 1968), scrive: “Alcuni giochi sono nati dallo spirito di emulazione che spinge i bambini ad imitare il comportamento degli adulti riducendolo a loro misura; altri invece sembrano denunciare un’origine diversa in quanto si presentano come depositari di manifestazioni collettive ormai abbandonate dalla società degli adulti e spogliate del loro carattere sacro”. Comunque sia la presenza delle bambole è testimoniata in ogni tipo di cultura: dalle più antiche a quelle tecnologiche, dalla civiltà occidentale all’orientale. Tuttora queste amiche silenziose e fedeli accompagnano le bambine di tutto il mondo. Sono cambiati i materiali e le fogge ma le bambole conservano inalterata la prerogativa di rimanere lo specchio di un’invisibile realtà interiore.

La bambola, raffigurata nella foto in alto, risale alla seconda metà del IV sec. a. C.ed è conservata nel Museo Archeologico di Bologna.

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