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Frozen Charlottes

Le Frozen Charlottes e i Frozen Charleys rappresentano oggi delle chicche del passato, da aggiungere ad una rispettabile collezione di bambole antiche.

Queste vezzose bambole, in un pezzo unico, che riproducevano angelici bambini nacquero in Germania nel 1850 e rimasero, con successo, sul mercato fino al 1914. In quegli anni la loro popolarità fu enorme, dovuta, in larga misura, al fatto che il loro prezzo relativamente basso permetteva di collezionarle. Originalmente, queste fortunate bambole vennero denominate, indistintamente, Badekinder, Pillar Dolls o Tea Cup Dolls. Oggi, invece, sono conosciute semplicemente con i nomi di Frozen Charlotte per la versione femminile e Frozen Charley per la versione maschile.
Le Charlottes venivano realizzate prevalentemente in ”Bone China”, ma anche in tutte le varietà della porcellana, in tanti modelli e formati, sia nella versione caucasica che in quella afro-americana. La loro altezza variava dai 3 ai 10 cm, i visi erano paffuti, con teste incorniciate da riccioli modellati e verniciati dal biondo chiaro al nero. Molto popolari all’epoca erano soprattutto le Charlottes da 3 cm, comunemente conosciute come ”bambole da un penny” per il loro costo generalmente basso. Le bambole da un penny, oggi tenute in gran considerazione dagli appassionati, erano molto amate da grandi e piccini perché una tradizione voleva che venissero cotte nelle torte di compleanno, diventando così il portafortuna di chi le trovava.

La ballata di Charlotte
Il nome delle Frozen Charlottes proviene da una nostalgica ballata folk americana, intitolata Fair Charlotte e composta, fra il 1833 ed il 1860, dal noto compositore americano William Lorenzo Carter. La ballata racconta la fatidica avventura di Charlotte, una giovane e bella ragazza, che, in una sera amaramente fredda, salì sul carro del suo fidanzato Charles per recarsi ad una festa da ballo, in un villaggio lontano dal suo, circa quindici miglia. La madre di Charlotte aveva insistito tanto affinché la ragazza portasse con se una coperta o uno scialle pesante, per stare al caldo lungo il tragitto. Ma, la ragazza, con l´esuberanza e la foga delle sua giovane età, ridendo e ballando per casa disse: ”no, no, no”. Purtroppo, quella sera il freddo era inimmaginabile, nubi nere e cariche di pioggia percorrevano la pianura ed un vento gelido sferzava i corpi contratti dei due ragazzi. ”Non ricordo di aver mai visto in vita mia un tempo brutto come stanotte!” disse Charles. Dopo aver percorso cinque miglia, colti da una pioggia furiosa si ritrovarono completamente inzuppati, i cavalli avanzavano con fatica ed il piccolo carro dondolava lentamente. Mentre Charles si dava da fare con le redini, Charlotte, percorsa da mille brividi con un filo di voce sussurrò: ”Sto morendo di freddo”. L’ultima immagine che ebbe prima di svenire fu quella di sua madre con una coperta in mano. Charles conosceva bene quella strada poiché l’aveva percorsa un’infinità di volte e sapeva che da lì a poco avrebbe avvistato le luci di un villaggio. Là avrebbero trovato una locanda dove rifocillarsi. Quando finalmente vide profilarsi lontano le luci, con il cuore palpitante ringrazio Dio. Forse erano salvi. Fermò i cavalli davanti alla locanda e prese la mano di Charlotte tra le sue, accarezzandola :”Perché stai ferma come una statua? Guarda, abbiamo trovato un riparo”. Lui chiamo il suo nome una volta, due volte, tre…ma non ricevette risposta. Continuò a tenere la sua mano senza staccarsi un attimo da lei, guardando verso la finestra, fuori, oltre i vetri, la bufera, in silenzio accanto al corpo rigido di Charlotte. Naturalmente questo tragico racconto nasconde un insegnamento, una lezione che sicuramente avranno ascoltato tutte le piccole possessrici di una Frozen Charlotte.

Hatton’s Gallery propone una vasta collezione di bambole antiche, di gran valore e qualità. All’interno troverete anche delle bellissime Frozen Charlottes di fine ‘800.