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Bambole caratterizzate

Sin dalla sua apparizione sul mercato, avvenuta alla fine del XIX, la bambola caratterizzata è stata oggetto di particolare attenzione e di accesi dibattiti tra associazioni di genitori e studiosi di pedagogia.

Innovativa e di grande distacco dagli stilemi dell’epoca, la nuova bambola, dalle intense espressioni facciali, tipicamente umane, rivoluzionò il settore del giocattolo.
Sin dalla sua apparizione sul mercato, avvenuta alla fine del XIX, la bambola caratterizzata è stata oggetto di particolare attenzione e di accesi dibattiti tra associazioni di genitori e studiosi di pedagogia.
Nonostante la grande popolarità raggiunta in tutta Europa, grazie alla stampa, alle diverse esposizioni organizzate dalle aziende produttrici e alle numerose diatribe tra pedagogisti, la sorte della bambola caratterizzata venne decretata dai più piccini, dai quali non venne accettata.
Tale insuccesso fu dettato dalla sua incapacità di lasciare poco spazio all’immaginazione e all’interazione, perché sue caratteristiche non la rendevano versatile come la bambola tradizionale
Il bambino, infatti, non ama vedere gli oggetti per quello che sono ma ama trasformarli rispetto ai loro corrispettivi reali.
Maree Tarnoska, nel suo libro “Rare character dolls”, scrive: “Le bambole caratterizzate divertono molto gli adulti che decidono di regalarle ai propri figli, anche se non rappresentano i gusti di chi le riceve”. Malgrado il suo insuccesso nel mondo dei piccoli, alla bambola caratterizzata va però riconosciuto il merito di aver fortemente stimolato la sperimentazione tra i produttori ed i designer dell’epoca che iniziarono a porre le basi per una produzione di bambole più elaborate nello sguardo e nelle espressioni facciali. Dalle riflessioni nate in quel contesto nacquero le “Googlies”, bambole in cui spiccavano maggiormente i loro buffi e maliziosi sguardi inclinati a suggerire un accenno di movimento.
Per accentuare questa caratteristica vennero realizzati alcuni modelli di Googlies con occhi, detti flirty, dotati di uno speciale meccanismo che permetteva loro di rivolgere lo sguardo in alto e in basso, oltre che a destra e a sinistra. Furono molte le aziende che produssero bambole caratterizzate, ma i modelli più originali vennero realizzati, in Germania, dalla Gebruder dei fratelli Heubach e dalla Kammer & Reinhardt Company, che per le loro creazioni si ispirarono all’espressività facciale e posturale dei bambini e degli adolescenti.

Gloria’s Antique Dolls Bambole Caratterizzate tedesche dei primi 900

Debra’s Dolls Preziose e rare creazioni

Un’attenta ricostruzione storica sulla nascita delle bambole Googlies è stata fatta da Anita Ladensack nel suo libro “The History and Art of Googlies”, pubblicato nel 2002.