
Nel 1959 l’azienda statunitense Mattel lanciò Barbara Millicent Roberts, nota come Barbie, la prima bambola dalle forme esplicitamente femminili. Scoppiò uno scandalo: la bambola venne considerata oscena e offensiva per la morale comune. Erano anni di preludio ad un grande cambiamento culturale, anni complicati che rispecchiavano il desiderio di una società diversa e più evoluta.
Malgrado ciò il manto nero della censura avvolgeva tutti gli argomenti collegati al sesso, alla morale, al linguaggio e al comportamento.
Il cinema, la stampa e gli artisti potevano parlare di sesso unicamente per parafrasi, moderando la provocazione entro i limiti del politicamente corretto.
La bambola Barbie, incarnando l’immagine della femme fatale, contribuì ad alimentare quella nuova ventata di trasformazioni ideologiche e di costume che andavano a rivoluzionare il pensiero bigotto ed ignorante che si respirava.
Oggi di fronte al bombardamento mediatico di immagini di corpi nudi, i censori dell’epoca potrebbero persino subire uno shock epilettico.
Da allora a oggi sono infatti cambiati sia il concetto di osceno che quello di comune senso del pudore.
Chiaramente è cambiato anche il modo di concepire Barbie, che da diseducativa è diventata un modello estetico di femminilità ideale.
Le spogliarelliste con il logo della Mattel tatuato in fondo alla schiena o l’attrice Pamela Sue Anderson che si è sottoposta a 35 diversi interventi di chirurgia estetica per diventare la perfetta replicante della bambola sono sicuramente casi estremi ma comunque rappresentativi dell’affermazione della bambola nell’immaginario femminile.
Rimodellate e modificate le donne aspirano ad avere una perfetta silhouette sintetica sempre più simile a quella della bambola. In questi ultimi anni, l’enorme diffusione di internet ha favorito anche un crescente interesse erotico nei confronti di Barbie.
Sul web è possibile trovare diversi siti e video che propongono la mitica fashion doll in versione porno, fetish o sadomaso.
Come Fetish Dollies, il sito creato dall’artista inglese Nancy Farmer, che vede Barbie nei panni di una sadica dominatrice, amante del bondage oppure il video a sfondo sessuale, intitolato Barbie and Ken, che ha fatto il giro del mondo.
Hanno suscitato molto scalpore anche Barbiesplaypen.com e chinabarbie.com, due siti web per adulti, con Barbie in versione hard, oscurati dall’Authority in seguito alle cause intentate (e vinte) dalla Mattel per violazione dei diritti di proprietà intellettuale,
Bloccata anche la proiezione Barbie también puede estar triste” ( che tradotto vuol dire Anche le Barbie piangono), un divertente melodramma- porno, diretto dalla regista argentina Albertina Carri, in cui Barbie ha una bollente relazione lesbica con la sua cameriera.
Recentemente la Mattel, adeguandosi alla moda del momento, ha lanciato sul mercato la sexy e provocante Barbie Black Canary, vestita con giacca e pantaloncini erotici in latex nero, calze a rete e stivale in versione fetish.

Francesca Londino








