
Realizzate per rituali magici e per propiziare il buon esito della caccia o della nascita dei figli, con queste sculture-giocattolo si educavano i più piccoli a prendere confidenza con gli strumenti magici che permettevano all’uomo di mettersi in sintonia con le divinità immanenti. Sono state ritrovate bambole in legno, nelle tombe di bambine o ragazze molto giovani, con arti snodabili, connessi con filo metallico o con perni in osso, appartenenti all’epoca preistorica . Ma i più interessanti reperti di epoca preistorica sono le “bambole talismano”, usate dagli sciamani per fini “medico-religiosi”. Queste bambole, che secondo molte tradizioni sciamaniche aiutavano la connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, erano quasi sempre in legno, perchè molti rituali di purificazione prevedevano la possibilità di bruciarle o di farle galleggiare nelle acque dei fiumi.
E’affascinante notare come l’uso di questi antichi talismani fosse abbastanza diffuso tra differenti antiche culture. Tra le bambole più interessanti quelle provenienti dall’antica civiltà egizia, dette Ushabti, termine che significa “coloro che rispondono”. Gli Ushabti erano piccole statuette che rappresentavano prevalentemente figure maschili e venivano collocate dai sacerdoti nelle tombe dei defunti. Le più preziose erano fatte di lapislazzuli, ma solitamente erano in legno o in pietra. Le statuette, accompagnate da un aratro, una zappa e un sacco che portavano sulle spalle, avevano inciso sul corpo un capitolo del Libro dei Morti.
Purtroppo, sono poche le testimonianze, sottoforma di reperti, arrivate sino a noi. La maggior parte di queste bambole non è sopravvissuta all’umidità ed all’usura del tempo.
Rimane, quindi, ancora aperto il quesito, che gli esperti sperano prima o poi di risolvere, sul perchè i nostri antenati abbiano deciso di riprodurre la figura umana.
- Evoluzione della Bambola Lignea
Nel periodo rinascimentale si realizzò un vero salto di qualità per le bambole lignee. Le prime fabbriche artigianali sorsero a Norimberga, in Germania, una città a vocazione artigiana, che già dal finire del 1300, aveva favorito il sorgere di corporazioni di maestri artigiani specializzati nella fabbricazione del legno. La qualità delle bambole di Norimberga era così stupefacente e le rifiniture così accurate da essere considerate alla stregua di oggetti preziosi e ricercati. Ma, l’espansione maggiore della produzione di bambole lignee si verificò dagli inizi del ‘700 in poi quando sorsero fabbriche artigianali nei maggiori paesi europei che favorirono, nel tempo, l’innovazione e la differenziazione produttiva del prodotto.
I tratti distintivi delle bambole in legno, realizzate tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, furono una sintetica e vigorosa semplicità contrapposta ad una straordinaria finezza dello stile. Le bambole venivano intagliate da esperti artigiani che ricavavano la testa ed il tronco, lavorando al tornio un unico pezzo di legno (per conoscere la tecnica della tornitura clicca quà). Quindi, previa stesura di una preparazione uniforme di gesso e colla, venivano dipinte a mano. Nelle bambole più pregiate i particolari del viso, ed a volte anche il seno, erano lavorati ad intaglio, mentre in quelle meno pregiate venivano rappresentati in modo grossolano. Le bambole rappresentavano quasi esclusivamente adulti in miniatura (dame, soldatini, fratini ect), venivano abbigliate secondo la moda dell’epoca ed erano adornate con parrucche in capelli naturali, quasi sempre scuri. Per anni la bambola in legno rimase assestata su un certo modello costruttivo, poi, improvvisamente, alcuni artigiani, mettendo a punto nuove soluzioni stilistiche e tecniche, perfezionarono la tecnica esecutiva per evolverla e migliorla nel design e nel sistema di giunzione.
Alla fine del ‘700, le bambole in legno si presentavano con volti , mani e piedi scolpiti realisticamente, con corpi ben modellati e con nuove e sofisticate articolazioni, che tramite fini giunture, rendevano le bambole leggere e snodabili. Le giunture venivano realizzate mediante due resistenti tecniche: l’incastro e la spinatura, la prima si basava sull’ unione tra due elementi, detti mortasa e tenone, in grado di assicurare la loro tenuta senza ausilio di colle, la seconda, invece, prevedeva l’uso di piccoli cilindretti di legno duro, detti spine, che univano le parti da congiungere. La distribuzione delle bambole lignee avveniva sia mediante i mercanti che vendevano gli articoli nei salotti, nelle fiere o nei mercati, e sia mediante le botteghe specializzate in oggetti per l’infanzia. Nei primi decenni dell’Ottocento, i maestri artigiani svilupparono un’alternativa all’intaglio ed alla tornitura del legno: una miscela a base di polpa legno che venne usata per fare le teste ed i corpi delle bambole. I costruttori di bambole hanno custodito gelosamente la formula di questo composto che variava, nella composizione, da un costruttore di bambole all’altro.
Con queste miscele, che venivano modellate tramite pressatura, si ottennero bambole resistenti, qualitativamente apprezzabili ed a basso costo come le famose “Indistruttibili”. Queste bambole, prodotte inizialmente in Germania dalle aziende Superior, Cuno & Otto Dressel e Schilling, ebbero un notevole successo commerciale, tant’è che successivamente vennero introdotte anche nei cicli produttivi delle aziende artigianali d’oltreoceano.
Fino a noi sono arrivate, principalmente le creazioni tardo ottocentesche, che ancora cariche del primordiale fascino vanno a ruba tra i collezionisti del settore.

Francesca Londino








