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Dolls e Moda

L'industria della bambola da collezione ha sempre rispecchiato lo stile e il costume dei suoi tempi, andando di pari passo con l’evoluzione e i cambiamenti della moda.


Nel 1500, quando in Europa apparvero i primi fenomeni assimilabili al moderno concetto di moda congiuntamente, in Francia, vennero lanciate alcuni modelli di bambole da collezione che indossavano le fedeli riproduzioni dei corredini da neonato, indossati dai figli delle famiglie reali al momento della nascita o del battesimo. Un esempio esplicito del connubio bambole-moda è quello delle pregiate bambole francesi, molto in voga alla corte del re di Francia Luigi XIII, che con i loro vistosi abiti, decorati con elaborate gorgiere inamidate, riflettevano perfettamente lo stile di vita ed il modo di essere della nobile e ricca società dell’epoca. Per non parlare delle Pandora, le bambole che, nel XVIII secolo, le sartorie inviavano nelle corti europee per diffondere le tendenze della moda dell’epoca.

Nell’Ottocento, secolo delle trasformazioni radicali, la rivoluzione industriale cambiò ogni aspetto dell’esistenza, condizionando inevitabilmente il gusto estetico degli europei e invadendo direttamente sia il terreno della moda che quello della bambola. Le novità più importanti introdotte, in quegli anni, dall’industria del giocattolo furono l’impiego di nuovi materiali, quali il biscuit e la porcellana lucida, e la creazione di una nuova produzione in serie, suddivisa in classi di qualità.

Un grosso cambiamento si verificò anche nel guardaroba delle bambole che venne notevolmente arricchito e perfezionato. Dai vestiti realizzati con ritagli e scarti di tessuto, cuciti insieme o incollati sopra il corpo, si passò, infatti, ad eleganti modelli da passeggio e da sera, che rispecchiavano i dettami delle mode imperanti. Per la toilette da passeggio, in quel periodo, predominavano due influenze stilistiche: quella francese ispirata alla voga colonialistica e quella inglese degli abiti cosi detti da the, sempre ispirati alle mise delle dame inglesi delle colonie. Per l’abito da sera la moda prevedeva, invece, che l’abito venisse raccolto sul retro, con un drappeggio a cocchie che partiva dal punto vita e si allargava nello strascico. La demi-tournure, indispensabile al completamento di questa impegnativa mise, serviva a distendere le pieghe dello strascico e a gonfiare le cocchie. Nel guardaroba delle bambole entrarono anche i protagonisti della moda del tempo: gli ampi cappellini piumati accompagnati da vezzosi ombrellini. Il tessuto utilizzato maggiormente per gli abiti delle bambole era la mussola di cotone, ma le bambole importanti vestivano abiti in seta, broccato, velluto, chiffon, raso, velo d’India, taffettas,organza e in crepe marocaine di lana. Gli abiti venivano abbelliti con applicazioni di nastri, merletti e soutache, mentre per la biancheria intima si utilizzava il batista, la tela di cotone e il taffettà per le bambole più pregiate.

Nel 1857, a Parigi, Charles Frederick Worth, un sarto molto affermato, aprì un piccolo laboratorio sartoriale, non sapendo che da lì a poco sarebbe diventato il primo stilista della storia e l’ideatore dell’ Haute Couture, ossia la creazione e la realizzazione di abiti d’alta moda ben distinti dalla comune sartoria.