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Le bambole del Fürher

Sono belle come dive da riviste patinate ma non hanno istinti, espressività e nessuna emozione nello sguardo. Hanno corpi immaginari che tentano di strapparsi al nulla per simulare la vita.

Le sexy-bambole, realistiche e sorprendenti riproduzioni di corpi femminili, a metà tra l’oggettuale e il virtuale, nascono non dal seno della natura ma da sapienti alambicchi. Modellate e assemblate da stupefacenti costruttori che mescolano frammenti di corpi e di gesti alla tecnica, le sexy-bambola sono state lanciate sul mercato, nel 1995, dagli Stati Uniti. Un mercato dall’evoluzione ultrarapida, sviluppatosi attraverso i sexy shop ed Internet, due sistemi di vendita che consentono ai clienti di interagire con il prodotto in assoluta privacy.
Sul mercato sono presenti differenti versioni di sexy-bambola, adatte a soddisfare i diversi gusti.
Le più note sono le Real Dolls, create da Matt McMullen, un artigiano originario di San Diego. Caratterizzate da un’incredibile perfezione nella verosimiglianza della figura umana, le Real Dolls sono realizzate
con un materiale a base di silicone, chiamato elastic flesh, ossia carne elastica, che riproduce la stessa consistenza della pelle umana e assicura sensazioni tattili vicine alla realtà.
La storia della sexy-bambola ha origini sconosciute. L’ipotesi più accreditata attribuisce l’invenzione all’iniziativa dei marinai che, durante le lunghe navigazioni, condividevano la nostalgia e il desiderio per una donna, con una compagna d’intimità, realizzata in panno, chiamata “dama da viaggio”.
Invece è assolutamente certo, documentato nero su bianco, che la prima forma moderna di sexy-bambola, in plastica galvanizzata, venne progettata in Germania, negli anni Quaranta, da Adolf Hitler. Ufficialmente la bambola aveva una funzione di contrappeso nella regolazione del tono dell’umore delle truppe militari, ma ufficiosamente costituiva una misura urgente per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e per la preservazione della purezza della razza. Infatti in una lettera inviata al dottor Hannussen, datata 20/11/1940, il capo delle SS Heinrich Himmler, accennando alle rilevanti perdite di uomini che le forze armate tedesche della Wehrmacht avevano subito in Francia, a causa della prostituzione, scriveva:
“È nostro dovere impedire ai soldati di rischiare la loro salute con un’avventura rapida”
Nell’idea di Hitler, la bambola doveva avere le sembianze della perfetta fidanzata ariana e sarebbe stata inclusa nel kit di sopravvivenza di ogni soldato arruolato nell’esercito del Reich.
Il Fürher affidò l’incarico di sviluppare il progetto, denominato Burghild, al dottor Olen Hannussen e nominò responsabile diretto Heinrich Himmler. Il Museo dell’Igiene di Dresda venne adibito alla progettazione e alla costruzione della bambola. Ma Hitler non poté mai avanzare alcuna primogenitura sulla sexy-bambola. Il suo progetto fallì ancor prima di nascere, durante l’assedio di Stalingrado, perché lo stabilimento di Dresda venne bombardato dagli alleati. Nello stesso periodo, per una singolare coincidenza, le autorità militari giapponesi svilupparono la stessa idea. Al contrario di Hitler, ebbero maggior fortuna e riuscirono a dotare di una sexy-bambola i marinai dei sommergibili oceanici giapponesi.
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- Real Doll (V.M.)