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Bambole Tatuate

Il tatuaggio (o tattoo) ispira reazioni forti; si ama o si odia. In ogni caso è più di una semplice decorazione sulla pelle, qualcosa di più di quanto l'occhio non veda in cui è riconoscibile la vitalità e la capacità immaginativa del Sé profondo. Chi pensa che il tatuaggio sia semplicemente una moda, una derivazione mediatica oppure una forma di omologazione non comprende che si tratta di una rielaborazione di codici antichi quanto la musica. E' un’espressione artistica che passa dal modulo all'archetipo, dalla lingua alla metafora. Ne sanno qualcosa i due artisti coreani Bimong e Hea Yoon, che hanno deciso di esprimere la loro vasta vena creativa attraverso i tatuaggi, realizzati su bambole molto pregiate

Il temine “tatuaggio” deriva dal vocabolo tahitiano “tatau” che significa battere o marchiare ed indica il picchiettare del legnetto sull’ago per bucare la pelle.
Quest’espressività estetica abita il tempo dai primi uomini, dal paleolitico superiore alle tribù europee precristiane, dalla raffinata civiltà egiziana che li usava durante le cerimonie funebri per stabilire un contatto con il mondo dell’aldilà all’ ethos militare dei legionari romani che si tatuavano sul braccio la data del loro ingaggio, dal misticismo celtico che assegnava ai propri tatoo altissimi significati magico - rituali alla croce (tau) tatuata sulla fronte dei primi cristiani, dai Turchi che imprimevano sulla pelle simboli religiosi per garantirsi una sepoltura in terra consacrata fino al mondo contemporaneo in cui vita e arte si confondono. Attualmente, il tatuaggio è sempre più diffuso, soprattutto tra le nuove generazioni delle società occidentali.
Non è così, invece, per molte società orientali, dove il tatuaggio, considerato un tabù, viene tenacemente perseguitato. E’ il caso della Corea del Sud, un paese in via di transizione ma allo stesso tempo profondamente radicato negli insegnamenti etici e filosofici del confucianesimo, dove i tatuatori lavorano sotto la costante minaccia dell’arresto.

Recentemente però, un noto scultore e produttore coreano di pregiate bambole da collezione, consapevole di rischiare il tutto per tutto nell’infrangere un tabù ormai stratificato, ha deciso di sfidare le stringenti leggi di un Paese così rigido, lanciando una linea di bambole tatuate. Questo coraggioso ed intraprendente doll-artist,di nome Bimong, oltre ad essere l’ideatore delle note bambole Narae e Narim e il fondatore dell’azienda Narim Creative, è anche il proprietario di una nota scuola per scultori di bambole, situata a Seoul, nonchè il Presidente della “LADoll”, un’associazione di doll-artists, che sostiene e promuove la progettazione e realizzazione tecnica di bambole artistiche, con le tradizionali giunture a sfera coreane.

Per questo lavoro Bimong si è avvalso della preziosa collaborazione di Hea Yoon, artista, tatuatrice e scultrice. Prima di conoscere Bimong, Hea Yoon si manteneva agli studi facendo tatuaggi temporanei all’henné e realizzando sculture in polymer clay, che vendeva all’aperto su una bancarella, davanti all’Hong University di Seoul, dov’era iscritta come studentessa. L’incontro tra i due è avvenuto in modo fortuito. Il destino ha unito le loro strade permettendogli di avviare un percorso creativo ricco di carattere, ricerca e fantasia, che difficilmente avrebbero potuto raggiungibile singolarmente

La loro prima creazione, venduta negli Stati Uniti nel 2006, è stata una Narin Tattooed, di nome Flame con un ricco tatuaggio sulla schiena raffigurante un drago cinese, che nella cultura asiatica simboleggia la vita e la crescita. In seguito, venne ideata e realizzata una Narin Tattooed, con un tatuaggio sulla schiena, dai colori brillanti e vorticosi, raffigurante una donna in kimono mentre brandisce una spada nell’atto di uccidere un drago. Un’illustrazione complicata e vibrante che pulsa vita e passione. Questa meravigliosa doll, prodotta in un solo esemplare, è stata esposta in anteprima nella Hellman Gallery di Chicago, in occasione del suo debutto in Occidente.
Le immagini delle due bambole tatuate sul > sito Doll Reader
La tecnica decorativa utilizzata, frutto di un meticoloso lavoro preparatorio che richiede una non comune perizia, presenta più affinità metodologiche con il mondo della pittura che con quello del tatoo. Il problema più difficile da affrontare è l’applicazione dei colori, in quanto il materiale con cui vengono realizzate le bambole è idrorepellente, per cui non è molto adatto ad essere verniciato senza un fondo. Per disegnare i suoi tatuaggi, Hea Yoon utilizza acrilici a base di acqua o di lattice, inchiostro, matite colorate, pastelli, smalti e persino penne colorate. Hea Yoon è un’artista eccezionale, capace di rappresentare una grande sintesi equilibrata ed unitaria delle cosiddette arti fini e delle differenti tecniche grafico-pittoriche asiatiche. I rapporti culturali tra la Corea, la Cina ed il Giappone sono inseparabili; sono Paesi limitrofi con codici culturali simili. Sono molte le immagini giapponesi che soddisfano ed appagano anche il senso estetico dei coreani. Le arti coreane tradizionali sono belle e originali, anche se ancorate all’intransigenza della filosofia confuciana. Per un artista molto creativo è difficile seguire strettamente i canoni iconografici della pittura tradizionale coreana perché è sempre stata incentrata sulle norme etiche confuciane piuttosto che sulle tecniche pittoriche ed espressive. Ma “il profondo contenuto morale della pittura tradizionale coreana e l’arte del tatuaggio si sposano benissimo, creando un arte esaustiva ed al contempo originale che evoca il nascosto linguaggio del simbolo e del mito ” dice Hea Yoon.

La Narin Creative è rappresentata dalla Dollfair International