Creature dal Web

"Datemi un computer e vi colorerò il mondo" S.Hamel

Nell’ambito della dollz-art, il termine inglese doll o dollz si riferisce ad immagini realizzate pixel per pixel, che riproducono bambole virtuali fedeli ad un solo concetto:proiettare chi le guarda nella dimensione irreale e molto creativa del cartoon.
Negli ultimi anni, questa giovanissima tecnica di illustrazione digitale ha decisamente fatto passi da gigante, grazie ai nuovi software di fotoritocco e pittura digitale che hanno permesso una rapida evoluzione, in forme e accezioni sempre più complesse.
Un’espressione artistica sostenuta e divulgata da un gruppo di artiste, che si fanno chiamare doller, regolata da un codice comportamentale, concepito come Doll-Netiquette, che ruota attorno all’esigenza di salvaguardare il valore ideale e artistico del dolling (ossia il creare dollz).
Ogni doller mette le dollz disegnate a disposizione della community, al fine di un reciproco scambio collaborativo che si esplicita attraverso la cosiddetta adozione.
Su queste basi le doller dispiegano tutto il loro immaginario, popolato da ammiccanti lolite e creature angelicali, Candy insolenti e girl superbamente gotiche, cyber-elfe e fate metropolitane, killer woman e neo Ofelie,
Un mondo variegato di minuscole creature, dalle forme a volte perfette, a volte bizzarre, con lo sguardo meravigliato di chi vede le cose per la prima volta.

- Origine delle dollz: da avatar a cartoon
Le dollz nascono come avatar nella nota chat grafica “The Palace”. Gli utenti della chat erano soprattutto adolescenti, che vivevano la community come luogo di identificazione e punto di riferimento cognitivo e affettivo. Il giusto contesto per tradurre le loro idee in progetti. All’interno si fondevano convinzioni, esperienze e aspirazioni diverse nel comune intento di generare un ambiente creativo.
La storia delle dollz inizia nel 1995 quando, un po’ per caso e un po’ per gioco, una ragazza del gruppo, che si faceva chiamare Shatteredinnocents, disegnò un avatar completamente diverso da quelli che solitamente si vedevano nel Palace: una paper doll somigliante ad una Barbie mora, in versione gotica. Shatteredinnocents, in quel momento non sapeva di aver dato vita ad una di quelle idee contagiose che si trasmettono da mente a mente. L’avatar ebbe un successo strepitoso tra i teenager della rete, soprattutto tra le ragazze.
Nel 1997, un altro membro della chat del Palace, che si faceva chiamare Rainmam, disegnò un avatar che raffigurava un ragazzo/a dallo sguardo un po’ torvo rivolto verso il basso, vestito da skateboarder, con abiti extralarge e scarpe da skate. Nacque così il fenomeno degli “Sk8ters”, detti anche “Piccolo Popolo”.
Sempre nel 1997, venne ideata “Prep”, una bambola a figura intera, con le braccia incrociate dietro la schiena e un’espressione ammiccante. La prep è stata sicuramente la paper doll più popolare del Palace e anche se come avatar non è più in auge è ancora utilizzata per abbellire siti e firme.
In seguito, arrivarono i Wonderkins, le piccole Minis, le misteriose Goths, le Silents dallo sguardo sereno e le bizzarre Diva Stars.
L’immaginario colorato degli avatar del Palace ha ispirato illustratori e pixel artists di diverse nazionalità. In pochi anni, si sono evoluti in“cartoon dollz”, forme espressive più colte che evidenziano, soprattutto, la personalità e l’interpretazione di chi le realizza.

Link
- Palaceplanet
- Dollz Tutorials

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