
I primi modelli di fashion dolls afro americane, altrimenti dette AA, nacquero agli inizi degli anni sessanta, all’interno di un fashion system dominato da bambole che rispecchiavano la bellezza nordica.
Le prime fashion dolls dalla pelle color cioccolato vissero un decennio intenso e creativo, all’insegna della moda, della pubblicità e del glamour.
Da un punto di vista estetico, i risultati delle prime serie di produzione furono decisamente deludenti, perché le bambole venivano realizzate con gli stessi stampi dei prototipi caucasici. I lineamenti delle bambole AA, rispetto alle versioni bianche, risultavano palesemente artefatti, inespressivi e poco realistici. Inoltre, quasi tutte le bambole presentavano capelli che si ossidavano facilmente e che tendevano ad assumere una tonalità rossastra. Negli anni si riuscì a perfezionare l’estetica delle bambole, creando dei nuovi prototipi dai tratti africani determinati ma allo stesso tempo delicati.
Una delle prime fashion dolls AA, fu la versione nera di Tammy, una bambola lanciata sul mercato, nel 1962, dalla Ideal Toy Company. Con lo stesso stampo del viso di Tammy venne realizzata la versione afro/americana che ebbe un discreto successo di pubblico e di vendita. Ma Tammy ebbe vita breve: durò solo 4 anni, schiacciata dal fenomeno Barbie. Nel 1967, la Mattel lanciò sul mercato la versione afro di Francie (commercializzata come “Barbie’s MODern cousin”), una bambola molto popolare sia in Europa che negli Stati Uniti. Ma in Francie il difetto nell’espressività, tipico di tutte le bambole AA prodotte in quel periodo, era fin troppo palese
La bambola sembrava un ibrido, perdeva in dinamismo e in personalità. Persino i responsabili della Mattel furono costretti ad ammettere che la Francie nera ricordava una “Francie bianca colorata male”. L’insuccesso del prodotto spinse la Mattel a migliorare le sue prestazioni e a correggere i difetti riscontrati. Dopo un anno dalla nascita di Francie AA, la Mattel riuscì nell’intento e lanciò sul mercato Christie, la prima fashion doll di colore senza imperfezioni nella fisionomia e nei dettagli facciali. Christie era veramente bella! La bambola, sorprendentemente realistica ed espressiva, presentava un colore e una morbidezza carnea di qualità superiore rispetto alle bambole precedenti.
Christie piacque tanto al pubblico, tant’è che è ancora in commercio come una delle tante amiche di Barbie. Il segreto della bellezza di Christie? Lo stampo originale ottenuto per la prima volta da un prototipo afro-americano. A riguardo, è bene sottolineare che la Mattel fu la prima azienda in assoluto a produrre stampi specifici per bambole di colore.
Dieci anni dopo, nel 1979, dalla continua ricerca della perfezione, nacque Julia, una bambola ispirata all’attrice Diahann Carroll, interprete del personaggio di Julia, in una serie televisiva molto in voga in quegli anni. Sempre lanciata dalla Mattel, Julia presentava tre grandi novità:oltre ad essere la prima bambola di colore ad avere lo stesso formato di Barbie e un guardaroba appositamente disegnato, i suoi capelli mantenevano il colore e la lucentezza nel tempo senza ossidarsi (un’imperfezione presente fino ad allora in tutte le bambole AA). Il guardaroba di Julia era composto da 5 completi: Brrr-Frrr, Leather Weather, Pink Fantasy, Candlelight Cappers e Simply Wow Set, oggi il più quotato, il suo costo si aggira intorno ai 2000 $.
Oggi le prime bambole AA, molto ricercate dai collezionisti, rappresentano una piccola risorsa da cui attingere informazioni sulla moda e sulle abitudini di quegli anni.

Francesca Londino








