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Paper dolls, suggestioni di carta

I collezionisti di materiale cartaceo conoscono molto bene le paper dolls, le difficoltà che si hanno nel reperirle e il loro alto valore commerciale.

Per chi non le conoscesse le paper dolls sono delle bambole bidimensionali sagomate sulla carta, dipinte a mano o stampate e dotate di un guardaroba (sempre in carta) personalizzato.
Le prime bambole di carta, a scopo dilettevole apparvero a Parigi, nel diciottesimo secolo, durante il regno di Luigi XV. Nella festosa corte francese le paper dolls ebbero molto successo tra gli appassionati di giochi stravaganti. Contemporaneamente dall’altra parte della Manica, in Inghilterra, gli stampatori britannici realizzavano bambole di carta a scopo didattico, per illustrare libri divulgativi.
I primi fruitori furono quindi gli adulti che si servivano di queste immagini per collezionarle o come sussidi per i loro studi. La produzione di una bambola di carta era un processo complicato per l’epoca, per cui questi oggetti erano considerati beni di lusso.
Nel 1820, grazie all’invenzione delle prime macchine meccaniche che aumentarono la produzione della carta e diminuirono il valore del bene prodotto, le paper dolls diventarono popolari sia in Europa che in America.

Nel 1858, l’avvento dell’Haute Couture favorì la nascita e la diffusione delle prime riviste femminili di intrattenimento che presentavano articoli di interesse culturale e molti figurini di provenienza francese ed inglese, da cui le signore dell’alta società attingevano consigli sulla moda.
Le riviste femminili individuarono nelle paper dolls le testimonial ideali per la promozione dell’alta moda femminile. La scelta si rivelò vincente. Grazie all’utilizzo della stampa a colori si diffuse così l’uso di regalare delle paper dolls da ritagliare che reclamizzavano i modelli dell’epoca.
Le più note riviste femminili dell’epoca, come Ladies Home Journal, Ladies Word, McCalls e Pictorial Review fecero a gara tra loro per proporre le bambole più belle.
Negli anni, le paper dolls assunsero insieme alla valenza ludico-estetica quella narrativa didattica. Vennero così create le prime bambole di carta con un nome, un carattere, una famiglia, degli amici, dei domestici e una storia in cui il pubblico si immedesima. La prima di una lunga serie fu Lattie Lane, una paper doll disegnata nel 1908, dall’illustratrice Sheila Young.
La più importante delle paper dolls fu senza ombra di dubbio la mitica Kewpie, la bambola con le ali, nata dall’estro dell’illustratrice Rose O’Neill. Il successo di Kewpie fu talmente straordinario da convincere alcune note aziende a trasformarla in una vera bambola…ma questa è un’altra storia.

Superfluo dire che oggi quelle bambole valgono una piccola fortuna. Purtroppo, a causa dell’usura e della scarsa qualità della carta su cui venivano stampate, il materiale giunto fino a noi è poco.

Conservazione
Le paper dolls, come tutto il materiale cartaceo, hanno bisogno di una accurata conservazione perché sono facilmente alterabili. La carta, i colori, gli inchiostri fragili per natura sono sensibili alla polvere, all’inquinamento atmosferico, al fumo, ai raggi solari e soprattutto all’umidità che provocano rotture, macchie e ingiallimenti. Per conservarle vanno custodite in conservano in speciali passe-partout, rigorosamente acid-free.