Le bambole di carta dai mille volti

Nell'Ottocento, molti personaggi famosi, sovranità e miti del teatro diventarono familiari al pubblico grazie alla paper dolls dedicate alla celebrità.

La prima bambola di carta celebre venne realizzata nel 1830, a Parigi. La bambola riproduceva Marie Taglione, la più grande ballerina di danza classica dell’epoca. In seguito vennero proposte bambole con i volti di Carlota Grisi, Lucille Hrahn, Fanny Cerrito e Fanny Elssler, nomi di punta nella storia del balletto.
Nel 1840, venne lanciata una serie di paper dolls, in edizione limitata, dedicata alla regina Victoria che riscosse molto successo.
Dal 1870 al 1890, gli illustratori europei fecero a gara per proporre bambole litografate e colorate a mano, dedicate ai più rappresentativi sovrani europei ed ai volti dei personaggi delle piu’ celebri opere teatrali. In quegli anni, venne lanciata la paper dolls a doppia immagine, vista anteriormente e posteriormente, ideata da Raphael Tuck, un apprezzato illustratore e tipografo londinese nominato stampatore regio dalla regina Elizabeth II, per le sue spiccate competenze.
Le bambole a doppia immagine di Raphael Tuck sono facilmente identificabili dal marchio posto sulla parte posteriore di ogni bambola.
All’alba del Novecento, con l’avvento del cinema, prima muto e poi sonoro, vennero realizzate le paper dolls dedicate ai personaggi più popolari del grande schermo.
Mary Pickford, la celebre fidanzata d’America dalla lunga chioma bionda, Greta Garbo, Marlene Dietrich o Marilyn Monroe sono alcuni dei volti che hanno beneficiato dell’attenzione degli illustratori puntata sui tratti e sull’anima del soggetto.
Il periodo compreso tra gli anni Trenta e i Cinquanta si può definire in assoluto l’età dorata delle paper dolls.
Durante la Grande Depressione e la seconda guerra mondiale le paper dolls risolsero il problema di molte famiglie che non potevano permettersi l’acquisto di bambole per le loro bambine. Negli anni Sessanta, dopo un lungo periodo di popolarità e diffusione, cominciò un rapido declino senza ritorno. Il colpo di grazia venne inferto dall’ingresso di Barbie, anche se paradossalmente, negli anni Novanta, fu proprio Barbie a favorire una momentanea ripresa delle bambole di carta.

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