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Baby Down

In questi ultimi anni, nel mondo occidentale sta maturando un serio aumento delle iniziative aziendali di impegno e di sostegno a favore delle persone, della ricerca e dell'ambiente. Anche l'industria del bambola ha contribuito in modo determinante a questo sviluppo, muovendosi con diversi progetti aziendali di sostegno umanitario e di comunicazione sociale.

Tra le tante iniziative attivate estremamente interessanti risulta l’ideazione ed il lancio sul mercato europeo di Baby Down, la prima bambola che riproduce un neonato affetto da Trisomia 21 (sindrome di Down). “Baby Down è una bambola molto speciale, perché necessita delle cure del suo piccolo proprietario, che giocandoci imparerà a considerare i suoi coetanei affetti dalla sindrome di Down uguali a lui”. E’ questa la dichiarazione rilasciata alla stampa dai portavoci della Super Juguete, azienda spagnola produttrice di giocattoli, e della Fundacion Down Espana, per descrivere la loro iniziativa.
La bambola, ideata per favorire “l’integrazione nella società” delle persone affette da questa alterazione cromosomica, ha diviso l’opinione pubblica, tra favorevoli e contrari, ma si è rivelata un vero successo commerciale, superando le aspettative persino dei distributori. Disponibile nella versione maschile e femminile, la bambola è accompagnata da una scheda che descrive quali sono le attività che si possono fare per sviluppare le capacità dei bimbi con la sindrome di Down.
A importarla in esclusiva italiana, rinunciando alle normali spettanze, è stata la società Cangillo Interni Limited Edition, mentre la distribuzione è curata dalla cooperativa sociale Il Martin Pescatore, che assiste e dà lavoro a persone con gravi disturbi psichici.
È possibile acquistare online Baby Down all’indirizzo www.ilmartinpescatore.org/baby-down.html al prezzo di 34,90 euro, incluse le spese di spedizione. Il ricavato delle vendite andrà a sostenere le attività della cooperativa Il Martin Pescatore e delle due associazioni di familiari di persone con disabilità genetica, coinvolte nell’iniziativa, l’associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna e il Ceps (Centro emiliano problemi sociali per la Trisomia 21) di Bologna. Gli incassi serviranno inoltre ad attivare un laboratorio di sartoria per realizzare i vestitini per le bambole, che darà un’opportunità lavorativa alle persone in situazioni di disagio.

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