Gli "occhi umani" delle bambole

Tra il 1840 ed il 1914, molti fabbricanti di bambole rivolgono la loro attenzione alla creazione e produzione di particolari meccanismi finalizzati ad attribuire alla bambola alcune di quelle caratteristiche tipiche ed inconfondibili dell’essere umano. Nascono così bambole dallo sguardo intenso e realistico, grazie a bellissimi e profondi occhi in vetro soffiato che conferiscono ai dolci visetti in biscuit un senso di naturalezza e vitalità.

In Europa tra i principali Paesi produttori di occhi in vetro soffiato si distinguono la Germania e la Francia.
Facilmente potremo distinguere la qualità degli occhi, se francesi o tedeschi e quindi riferirne la produzione all’intera testa. Sono francesi gli occhi profondi quelli cioè che nella fattura hanno nette caratteristiche di tridimensionalità, tedeschi quelli con carattere bidimensionale. Non furono, però, né i francesi e né i tedeschi, a quanto pare, ad inventare i lucenti ed apprezzati occhi profondi, denominati “paperweight”, ma bensì gli inglesi nel 1849. Ideati e prodotti da una ditta di fermacarte, paperweight”, appunto, di Bristol vennero esportati in Francia dove, nel 1855, furono perfezionati al punto da essere definiti”occhi umani”(D.E.E. Coleman Encyclopaedia off dolls). Sempre, intorno alla fine dell’800, vengono brevettati diversi meccanismi che permettono a bambole e bebès di aprire e chiudere gli occhi sui volti delle loro padroncine.
L’invenzione di uno dei primi meccanismi, montato su teste in cartapesta ed in cera, che permette il movimento degli occhi, grazie ad un filo di metallo che sporge dal fianco del corpo in telina, risale al 1840 circa. Nel 1880, invece, il francese J.N. Steiner, inventore ed unico produttore di un bebè meccanico vivente e di un modello di bebè con corpo articolato senza giunture, copiato da tutti i produttori di bambole francesi e stranieri, brevetta un ingegnoso sistema di movimento a leva per occhi, contenuto nella testa di bambole e bebès, che si può montare su qualsiasi tipo di corpo.L’iride è montata all’interno da due globi in biscuit uniti fra loro e collegati per mezzo di due asticciole in ottone ad una leva che, uscendo dalla testa all’altezza dell’orecchio, alzata ed abbassata ne permette il movimento.
Ad Emile Jumeau, noto produttore francese di bambole in biscuit, si deve, nel 1885, l’invenzione di un nuovo ed interessante meccanismo “…la mia invenzione consiste nel lasciare i globi oculari fissi e nell’impiegare delle palpebre superiori mobili che si abbassano e si alzano a volontà, coprendo o scoprendo il globo dell’occhio. Così imito la natura ed arrivo a rendere l’illusione pressochè completa”. Sempre di Jumeau è un brevetto per un movimento di occhi anche laterale:una barretta di metallo unisce i due globi collegandoli poi ad una leva che, uscendo sul retro della testa da un’apertura, ne permette gli spostamenti. Nel 1890, Simon & Halbig, fabbricanti tedeschi di bambole, ispirandosi all’invenzione di Jumeau, brevettano un meccanismo dello stesso genere, destinato ad avere un grande successo, chiamato “flirting o flirty” che ritroveremo, piu’ tardi, perfezionato ed applicato soprattutto sulle teste dei “bèbès caractères”. I bulbi sono uniti orizzontalmente tra loro da un filo di ferro su cui si muove solamente un piccolo piombo, il suo spostamento nel tratto concesso dal filo fa muovere contemporaneamente a sinistra o a destra, oltre che in alto e in basso, entrambi gli occhi. Autonomamente, ma collegato a questo meccanismo si alza o abbassa, un bilanciere munito di palpebra in metallo. Le bambole con gli “occhi quasi umani” hanno avuto un enorme successo ed una vasta diffusione nell’ambito del mercato europeo e d’oltreoceano.
Questi brevetti, frutto di una meticolosa ricerca finalizzata ad umanizzare il più possibile la bambola, hanno contribuito concretamente a lanciare le basi del mercato moderno del giocattolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento