Come riconoscere una bambola Lenci?

Le belle bambole in feltro pressato della signora Elena Scavini, meglio conosciute come "Lenci", non sono facili da identificare con certezza. E’ chiaro che l'esperienza e lo studio approfondito costituiscono, sicuramente, le giuste chiavi di lettura per giungere ad una possibilità di riconoscimento. Oltre a ciò ci sono delle caratteristiche tipiche di tutte le bambole Lenci che permettono al neofita e all'appassionato, che non sa da che parte iniziare, di conoscerle e apprezzarle meglio.

Eccone intanto alcune riportate nel N9/2008 della rivista intitolata “La bacchetta magica” e dedicata alla bambola da collezione e d’artista:

- Dall’analisi degli occhi si può risalire alla data di produzione di una bambola Lenci e stabilire se è stata prodotta prima o dopo del 1926. Quelle costruite prima della fine del 1926 hanno occhi più grandi rispetto a quelle prodotte negli anni successivi. Le bambole realizzate dopo il 1926 hanno occhi più raffinati, più piccoli, a volte più ovali e quasi a mandorla.
Dal 1930, un’espressione di sorpresa negli occhi diventò una caratteristica standard della produzione Lenci. Gli occhi delle bambole sono dipinti con lo sguardo laterale ed con due punti di luce sulla pupilla: uno bianco ed uno di una tonalità leggermente più chiara del colore dell’occhio.
Le miniature del 1929 si contraddistinguono perchè hanno occhi più grandi e più tondi, con lo sguardo rivolto all’insù, verso il basso oppure di lato.
- I primi maschietti della Lenci hanno puntini come sopraciglia. Questo metodo sparisce nel 1924 e viene adeguato a metodi più tradizionali.
- Lo stampo del volto era di dimensione standard e veniva usato prevalentemente sulle bambole della serie 300 e sulle orientali in miniatura.
- Le bambole che misurano oltre 30 cm di altezza hanno le orecchie formate con un doppio strato di feltro cucito insieme e poi applicato sulla testa, quelle inferiori hanno invece le orecchie di un solo strato.
- Il labbro inferiore è colorato con una tonalità più chiara di quello superiore, oppure ha due puntini di luce più chiari rispetto al colore della bocca.
- La maggior parte delle bambole costruite prima del 1926 ha le manine a manopola con le cuciture che ben definiscono ogni dito. Dal 1926 in poi le bambole hanno dita individuali ed una cucitura che unisce indice e anulare. Questa caratteristica però non è indicativa per l’identificazione di una Lenci, in quanto esistono molte bambole del tipo “Lenci” che hanno questo tipo di mano.
- La maggior parte delle bambole Lenci prodotte negli anni ‘20 ha le dita dei piedini ben delimitate da una cucitura che separa un dito dall’altro. Caratteristica che scomparirà nei primi anni del 1930, quando l’azienda, in un tentativo di ridurre le spese, non delimiterà più le dita delle bambole.
- Molte bambole Lenci grandi sono contrassegnate su entrambe le piante dei piedi con una stampa in corsivo di color nero o viola.
- Gli arti delle bambole sono fissati da una corda pesante, non elastica, ad eccezione delle “Prosperity Babies”. Tutte hanno le attaccature piatte come quelle che si trovano nei Teddy Bears oppure attaccature tipo alette che permettono di muovere le braccia e le gambe e di posizionare la bambola seduta.
-Sulla nuca le bambole hanno una cucitura a zig-zag.
- La maggior parte delle parrucche delle bambole è in lana mohair, cucita in cerchi concentrici oppure annodata in piccoli ciuffetti sul cuoio capelluto. Sono stati trovati anche esemplari con capelli veri, di feltro e di filo.
- Le scarpette con la chiusura a bottone sono quelle più comuni. Il bottone di solito ha tre fori come quello comunemente usato anche sui vestiti della Lenci.
- I calzini Lenci, lavorati a maglia, sul tallone e sulle dita sono facilmente identificabili dai bordi smerlati. Dalla fine del 1940 in poi, la Lenci iniziò ad usare un calzino di cotone bianco con una cucitura per bordo.

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