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Una per tipo

Nella fantasia del gioco la bambola è un giocattolo che si fa persona, è un oggetto che non vuole appartenere al mondo delle icone, ma scivola nel reale pretendendo di essere una creatura femminile.

In latino bambola si dice pupa, in greco kore, due sostantivi che indicano la pupilla, quell’immagine in miniatura che si coglie nello specchio dell’occhio altrui, quando si scruta la pupilla di chi ci guarda. La bambola si propone non come un essere inanimato, ma come una creatura che vive al margine del movimento e quindi della vita. Permettendoci di vestirla, agghindarla o personalizzarla fa sì che il nostro comportamento possa interagire con lei. Simbolicamente la bambola incanala la proiezione di chi la crea, funziona come doppio di una persona che ha le sue stesse caratteristiche, come se avesse la capacità di sottrarre vita al proprio referente, per darsi essa stessa la natura viva dell’oggetto che per similarità riproduce.

L’acronimo inglese OOAK significa one of a kind, ossia pezzo unico nel genere.
Le bambole ooak sono il risultato di un elaborato processo creativo finalizzato ad ottenere un esemplare unico ed irripetibile.
La creazione di una bambola ooak comporta un lavoro maniacale e alquanto complicato che necessita di lunghi tempi di realizzazione.
Le bambole acquistano una loro identità attraverso la creazione del corpo e dei tratti facciali, l’impianto totale dei capelli, la cura sartoriale e la ricerca stilistica degli abiti e dei particolari.
I volti delle bambole, usati come un supporto pittorico, vengono dipinti a mano con l’ausilio di colori ad olio, acrilici o gessi. Alcuni ooak artist per ottenere un particolare effetto di tridimensionalità utilizzano l’aerografo, uno strumento capace di produrre sfumature e toni quasi impossibili da ottenere con il pennello.
Links
- AERODOLL
- OOAK DOLL ART
- Il sito di Hannie Sarris, una rappresentante degli ooak artist