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Le bambole violate di Hans Bellmer

“Il corpo è paragonabile ad una frase che vi spinge a disarticolarla, affinché, attraverso una serie di anagrammi infiniti, si ricompongano i suoi veri contenuti” (Hans Bellmer)


Hans Bellmer, scrittore, fotografo, incisore, pittore e scultore, nasce a Kattowitz, in Polonia, nel 1902. Dopo aver studiato e vissuto per lungo tempo a Berlino si trasferisce a Parigi, dove morirà nel 1975.
Fanno parte della sua ricerca artistica le avvincenti poupées (bambole) a grandezza naturale che si compongono e scompongono in infinite e grottesche pose plastiche.
Corpi di bambole deformati, smembrati, violati che percorrono gli sconfinati territori del sogno e del corpo, parlando il muto linguaggio dei simulacri simbolici.
Vivendo sulla propria pelle la fragilità e la forza, la paura e il coraggio, il vizio e l’innocenza, Bellmer svela con grande intensità gli aspetti spiazzanti della realtà.
Le sue bambole, congelate in una fissità dolorosa di grande forza drammatica, trasmettono i diversi disagi sociali ed esistenziali di cui si fanno portatrici, coinvolgendo l’osservatore in un gioco di seduzione doloroso e affascinante.
Nel 1934 Bellmer pubblica un libro che racconta per immagini il suo progetto artistico: dieci scatti in bianco e nero della bambole, in pose diverse, da cui traspare un raffinato e ossessivo erotismo senza filtri, in una cornice surrealista intrisa di tensione psichica.
Mentre in Germania il libro viene censurato e accusato come arte degenerata e corrotta dal regime nazismo, in Francia le immagini della Bambola vengono pubblicate da André Breton, guida del movimento surrealista, sulle pagine della rivista Minotaure.
Links
- Biografia di Hans Bellmer
- Video Youtube Hans Bellmer Le Jeux de la Poupee