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Angelicchia ed il mio orsacchiotto

Come farsi coccolare da una bambola o un pupazzo

Sono sicura che l’origine dei giocattoli sia un desiderio: la ricerca dell’affetto.
Attraverso, una bambola di pezza, o un orsacchiotto, possiamo manifestare affetto, e riceverne. Se lo regaliamo è un chiaro messaggio di affetto, di simpatia…
Se lo riceviamo in regalo resta per noi il ricordo di quella persona che ha avuto questo tenero pensiero.
Ricordo che da bambina mio nonno Fabio mi regalò una curiosa bambola: aveva un buffo naso a punta. Si chiamava Angelicchia…
Mi ricordo un orsacchiotto che ebbe la fortuna di avere un bellissimo guardaroba, che mia madre preparava per lui, e per me ovviamente, che mi divertivo a vestirlo e spogliarlo…
Oggi da adulta? Non vado a letto senza un orsacchiotto morbido che nella mia testa attualmente rappresenta una persona… e senza un’altro buffo pupazzo che mi ha regalato il mio ex marito…
ho la camera con alcune delle mie bambole, danno un tocco di calore, quasi di benvenuto… Ora sento di averne bisogno. Ne ho bisogno perchè questi giocattoli ora sono per me dei sostituitivi di ciò che naturalmente affettivamente parlando non ho più, ed è incredibile, ma sanno risvegliare i ricordi, sanno fare rinascere speranze, basta avere fiducia in loro e semplicemente abbracciarli. E’ per questi motivi che amo molto visitare i musei delle vecchie bambole di un tempo, dei giochi magari appertenuti a chissà chi…e immagino.
Rossella Usai

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