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La passione di Bruna

Come amare una bambola, come sapere ascoltare la sua storia, come farla tornare a vivere.

Vi voglio presentare Bruna, perchè una passione così sentita verso le bambole è raro trovarla.
Lei stessa vi racconta la sua storia:
“E’ cominciata una giornata d’autunno andando per castagne nel 1976.
Trovai sparsi nel bosco tutti i pezzi di una bambola e poterla ricostruire mi procurò una fortissima emozione di gioia.
Scappai a casa, perchè le braccia necessitavano di un elastico.
Dopo averla ricomposta la lavai, pettinai, confezionai per lei un vestito e le misi un fiocco in testa.
Era rinata!
Per riprovare questa emozione cominciai a frequentare i mercatini del brocantage e oggi ho 6000 bambole abbandonate.
Solo tre anni fa cominciai a catalogarle e mi accorsi di avere la storia della bambola italiana.
Grazie al libro di Piera Micheletti cominciai anche a documentarmi in merito.
Dal 2007 ho cominciato a fare mostre temporanee, una a Palazzolo (Bs) e l’altra a Torbole Casaglia (Bs) e sono state un vero successo sia con adulti che con i bambini.
Il mio sogno è aprire una mostra permanente affinchè le mie bambole possano svolgere i due compiti che mi sono prefissata:
1) Riappassionare i bimbi di oggi al gioco tradizionale che è indispensabile per una sana crescita psico-fisica (creando belle ambientazioni da favola dove le bambole non sono racchiuse in fredde bacheche di vetro ma interagiscono con il bambino e abbinando laboratori creativi e ludoteca);
2)Raccogliere offerte per le missioni che si occupano davvero di bambini abbandonati;
Nelle due mostre che ho fatto ho venduto libri scritti da me e tutto il ricavato è finito in India per la prima mostra e in Brasile per la seconda.
Il mio slogan è ” bambole abbandonate per bambini abbandonati”.
Spero di aver reso l’idea di quella che è la mia passione.
Il mio museo sarà completamente diverso dai musei dei giocattoli attualmente attivi perchè le mie bambole e i miei giocattoli non sono quelle in scatola, perfette, che amano tanto i veri collezionisti, ma sono quelle vissute, giocate amate, odiate e poi buttate.
Le faccio rivivere ( diversamente verrebbero incenerite) lavandole, pettinandole, aggiustandole e vestendole con abiti cuciti da me .
Oggi ne ho circa 6000 ( seimila) di ogni tipologia, a partire dai primi del 900 ad oggi.
Tutte le marche italiane soprattutto che hanno fatto onore all’Italia del ventesimo secolo.
Ogni bambola ha una storia, quella della bimba che ci ha giocato.
Nel sito www.bamboleitaliane.com c’è un link nel menù “articoli”intitolato “Bruna e le sue bambole” dove c’è la mia storia e alcune foto delle mostre.
Questo articolo è libero e non è legato all’acquisto del libro della sig.Piera Micheletti.
Presto avrò un sito www.bamboleabbandonate.it
Per ora è in allestimento.
Bruna
Il mio numero di cell 3200928792″

Da parte mia che dire? Complimenti vivissimi a questa grande appassionata, mi piacerebbe, carissima, venirti a trovare e scoprire con te
i segreti che solo una bambola “vissuta” può sussurare in un orecchio…
Rossella Usai

Commenti dei lettori

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  • luigia

    25 Aug 2010 - 20:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    una iniziativa lodevole.Ti ammiro molto,colleziono bambole e le adoro perchè con loro ho trascorso anni indimenticabili.ciao Luigia

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