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La vela

E' stata il primo motore di navigazione conosciuto ed, oggi, è, invece, appannaggio degli appassionati

La vela, nel nostro caso, è il mezzo di propulsione principale, si avvale, infatti, dei venti, di una categoria ben precisa di imbarcazioni. Detta, appunto, barca a vela. In esse, il motore ha solo una funzione di ausilio al moto, nelle manovre nei porti od in casi di effettivo bisogno. La vecchia legislazione catalogava come imbarcazione a vela con motore ausiliario le unità da diporto munite di motore (entro o fuori bordo) con potenza espressa in cv. inferiore al 50% della superficie velica misurata in metri quadrati (Es. superficie velica 80 m2, potenza massima 40 cv.).

Le unità di potenza maggiore sono classificate come motorsailer ed affidano alle vele una importanza secondaria.

Un’ulteriore classificazione che può essere fatta tra le barche a vela è quella in deriva, ossia piccole barche a vela, di lunghezza non superiore ai 5 o 6 metri, senza motore, priva di cabina e destinate unicamente ad un uso sportivo od utilizzate per brevi uscite, e quella in barche a chiglia, ossia costruite attorno ad una chiglia appesantita (normalmente detta bulbo) e concepite per una permanenza più lunga in mare aperto (con cucina, cabina, bagni) e per navigazioni più o meno lunghe.

Tra le molte tipologie possiamo annoverare: il brigantino, la caravella, il clipper, la corvetta, il cutter, la feluca, la fregata, la galea, il galeone, la goletta, il panfilo, il prao, il vascello, il veliero e decine di altre ancora. In base alla disposizione delle vele, possiamo avere imbarcazioni del tipo: cutter, sloop, yawl, ketch, goletta ed il veliero.

Ulteriore suddivisione può essere fatta per il loro scafo che può essere mono o multiscafo. Vedi catamarano, a due scafi, e trimarano, con tre scafi.

Tra le numerose parti che compongono una imbarcazione a vela, ricordiamo: la randa, il fiocco, lo spinnaker, lo scafo, la deriva, il timone, lo skeg, albero, le crocette, le sartie, la scotta della randa, il boma, il tangone, il paterazzo, lo strallo ed il vang.

Prima di iniziare a veleggiare, pensando ad imbarcazioni a chissà quanti alberi, il passaggio obbligatorio è la deriva, che permette di acquisire sensibilità e padronanza nelle manovre. Ma di questo parleremo in un altro momento.