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La vela: come iniziare?

Il primo passo da fare per diventare un provetto velista è procurarsi subito una deriva

Come preannunciato, inutile pensare di diventare un perfetto comandante di imbarcazione a vela, sognando un veliero, così come è impossibile per un neopatentato sognare una Ferrari.

Per imparare a navigare a vela bisogna acquistare o noleggiare una deriva, che è una piccola imbarcazione a vela, della lunghezza da 2 a 6 metri, per acquisire la pratica di base. Questa classe di imbarcazioni hanno in comune il fatto di avere una deriva mobile, da cui prendono, appunto, il nome. Il termine di deriva, comunque, comprende, genericamente, molte barche a vela che, pur essendo di piccole dimensioni, non hanno la deriva mobile, come lo Star ad esempio.

La deriva consente di acquistare la mano nell’esecuzione delle manovre, in quanto amplia gli errori o le manovre ben eseguite, che su un’imbarcazione di maggiori dimensioni, perderebbero la propria immediatezza.

Ogni deriva ha una sua caratteristica e conviene sceglierla in base al uso che se ne vuole fare.

L’Optimist, che è monoposto e con una sola vela, è la barca da scegliere per iniziare i bambini dai 6 ai 10 anni. La deriva Equipe, biposto con due vele, è invece l’imbarcazione per continuare a veleggiare fino a 12 anni. Il 420, che è biposto e con due vele, permette di specializzarsi nella navigazione ed anche di iniziare a regatare. Dal 420 si può passare, anche se con delle difficoltà, al Flying Junior, che è biposto con due vele, simile al 420 ma maggiormente predisposto per il diporto, ed al Vaurien (biposto con due vele), di concezione più tranquilla, che è anche il più adatto ad un novello velista di età matura, anche grazie al suo scafo a spigolo. Altre due derive che si trovano sovente presso le scuole di vela sono i Laser, sia mono che biposto. Il mono (una vela), è veloce, facile e divertente , mentre il Laser 2, che è biposto e con due vele, di concezione più avanzata è più adatto al insegnamento.

Da segnalare che le derive vengono suddivise in due categorie: da regata e da diporto, quest’ultime, quasi sempre semicabinate. La differenza tra i due tipi risiede nel fatto che quelle da regata sono dichiarate classi olimpiche dalla Federazione Italiana Vela e da altri entri omologhi nel mondo. Nelle varie edizioni delle Olimpiadi, le classi chiamate a competere possono variare a discrezione del Comitato Olimpico. Le più conosciute tra le classi olimpiche sono: la Star, l’Yngling, il Tornado (catamarano), il Laser, il Finn, il 470 e il 49er nelle classi maschili ed il 470 tra quelle femminili.

Con classe si indica un preciso modello di imbarcazione, vedi Optimist, 29er, Sabot, Sea Bright e decine di altre ancora. Oltre ad avere il nome del progetto, hanno anche un simbolo di riconoscimento, di solito stampato sulla vela o randa, vicino al angolo della penna (ad es. per l’Optimist abbiamo una O con una I sovrapposta). Oltre a questi simboli, abbiamo anche i, cosiddetti, numeri velici (la targa dell’imbarcazione), stampigliati subito sotto, che consentono di differenziare un’imbarcazione da altre dello stesso modello.

Una delle caratteristiche proprie delle derive è la loro leggerezza intrinseca per i materiali usati e per la tecnica costruttiva, perciò, quasi sovente, l’equipaggio, composto da due unità ossia timoniere e prodiere, deve spostare il proprio peso (sopravvento o sottovento) in base alle andature ed alla forza del vento. Proprio per questo modo di navigare, la deriva è il passaggio obbligato per chiunque voglia diventare un velista. Infatti su questo tipo di imbarcazione si impara a sentire lo scafo ed, a seconda della navigazione, ad assecondarlo od ad modificare le sue reazioni.

Vediamo alcuni tipi di derive.

Skiff: sono le derive più veloci. Le tavole sono piatte ed hanno uno scafo molto sottile, progettate per planare e supportare l’equipaggio al trapezio anche in condizioni di vento esiguo. Imbarcano una velatura molto ampia che può comprendere il gennaker o lo spinnaker. Alcuni esempi sono il 18ft Australiano (18 piedi australiano), tre persone persone d’equipaggio,ed il Musto Skiff, equipaggio singolo;

Derive ad alte prestazioni: derive veloci, pensate per competere ai Giochi Olimpici. Alcuni esempi sono il Flying Dutchman, il 505, il Fireball, il 49er, l’Osprey, il Javelin ed il 470. Sono tutte barche plananti (in teoria, anche nelle andature di bolina), armate di trapezio e spinnaker simmetrici;

Derive da crociera: progettate per le famiglie e con maggior stabilità rispetto a quelle da competizione, grazie ad uno scafo piatto, un dislocamento più significativo ed ad una minore superficie velica. Esempi di questa classe sono il Wayfarer, il Mirror, il Laser Stratos ed il Laser 16;

Catamarani: Queste famose derive, che rientrano anche nella classificazione dei multiscafi, sono veloci, hanno alberi alti e doppio scafo. Esempi noti di questa categoria di derive sono l’Hobie Cat ed il Tornado; quest’ultimo è un catamarano ad alte prestazioni di classe olimpica, fino alle olimpiadi di Pechino 2008;

Derive da competizione: Sotto questa definizione ricadono molte derive. Molti sportivi viaggiano con le proprie imbarcazione per regate di importanza internazionale come quelli che si disputano sul Lago di Garda. Il Laser, il Laser Radial ed il Laser 4.7 sono varianti della stessa nota imbarcazione, un singolo tipo, i cui giusto mix di semplicità, maneggevolezza e prestazioni ha dato molta fortuna alle derive in generale. Altre due importanti classi da ricordare, molto utilizzate nelle scuole di vela, sono il 420 ed il Flying Junior.

Per concludere questa breve disamina sule derive segnaliamo i Prototipi. Infatti i tipi di deriva hanno uno scafo ed una struttura fissi, cioè non sono soggetti a cambiamenti. Capita però, a volte, che alcune classi subiscano delle modifiche che porta alla progettazione di nuove tecniche e nuovi modelli di costruzione. Esempi tipici di queste variazioni sono il 18ft Australiano e l’International 14. Le imbarcazioni non comprese in questa definizione sono definite monotipi o (nel suo equivalente inglese) “One Design“. Il primo monotipo realizzato fu il Water Wag, che fece il suo esordio nella baia di Dublino, nel 1887. Quindi, a distanza di più di un secolo, questa deriva compete ancora nelle regate.

Tipi di derive: 29er; 420; 470; 49er; 505; Albacore; Australian Sharpie; Blue Jay; Buccaneer 18; Byte; Cadet; Comet; Contender; El Toro; Enterprise; Europe; Fatty Knees; Finn; Fireball; Firefly; Flying Dutchman; Flying Junior; Flying Scot; GP14; Heron; Highlander; International Fourteen; Javelin; Jersey Skiff; Lark; Laser; Laser 4.7; Laser Pico; Laser Radial; Laser SB3; Lightning; Manly Junior; Mirror; Musto Skiff; National 12; OK Dinghy; Optimist; Puddle Duck Racer; Sabot; Sea Bright; Scow (A, C, E, MC, M16, 17); Snipe; Solo; Spiral; Sport 14; Sport 16; Streaker; Sunfish; Thistle; Topper; Topper Topaz; Wayfarer; Vaurien; Y flyer; Zoom 8.Alcuni esempi di derive

Alcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di deriveAlcuni esempi di derive