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L'Area Marina Protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano 1/2

Le perle del Arcipelago Pontino

Il 12 dicembre del 1997, il Ministero del Ambiente, con Decreto 12 Dicembre 1997 (GU n° 45 del 24.2.1998), ha istituito l’Area Naturale Marina Protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” , con circa 2799 ettari di area marina, che dal 1999 son diventati anche riserva naturale statale. L’area protetta, come da nome, comprende le isole di Ventotene e Santo Stefano, e rappresentano la parte orientale del arcipelago pontino.

La zona può dirsi un vero paradiso per le immersioni subacquee grazie alla presenza di moltissime specie di pesci ed alla granceola Maja squinado, tipica della zona. I pescatori grazie ai palangresi, gettati al largo dell’isola, fanno incetta di pesci spada e lampughe.
Si può trovare la Posidonia oceanica, nei fondali fino ad una profondità di 40 – 42 metri, grazie alla particolare limpidezza delle acque.

Come ogni Area Protetta, anche Ventotene e Santo Stefano sono state organizzate secondo regole e strategie ambientali che ne limitano la fruizione e l’accesso.

L’AMP (Area Marina Protetta), è suddivisa in tre zone a tutela differenziata. La Zona A, a riserva integrale,è a S. Stefano, nei lati Est, Sud e Ovest. Rappresenta l’area più interna ed è la parte con l’ecosistema allo stato naturale e meno invasivamente toccata dal uomo. Proprio per questa sua peculiarità, ha bisogno di maggior difesa. Il suo accesso è regolato in maniera molto stretta, in misura limitata e per soli scopi scientifici. Anche le immersioni per motivi scientifici sono permesse solo se autorizzate e guidate da personale specializzato.

La Zona B, a riserva generale, prende il tratto di mare da Nord Ovest a Sud e ad Est (stiamo girando intorno all’isola in senso antiorario), da Punta Eolo allo scoglio del Mago, vicino Cala Battaglia, arrivando al lato Nord di Santo Stefano e si estende verso il largo per una distanza media dalla costa di un paio di chilometri,. Qui il turismo è permesso, la pesca professionale e sportiva, con autorizzazione, sono consentite, le immersioni con bombole anche, e la navigazione è libera per i cittadini residenti nel Comune, mentre le altre imbarcazioni devono rimanere a 500 metri dalla costa. La Zona B consente al uomo di intervenire nel suo equilibrio, senza però alterarne l’ambiente ed ogni attività, in essa svolta, deve essere finalizzata a svilupparne le caratteristiche intrinseche. I vincoli sono molto meno stringenti, gli accessi consentiti in zone delimitate e con percorsi concordati e gestiti dal Ente titolare del parco. I residente possono avere accesso alla Zona B previo autorizzazione. Di solito le immersioni subacquee sono consentite ma occorre una guida locale autorizzata.

Infine, anche in questo parco pontino, è presente la terza area, la Zona C, a riserva parziale, si estende da Nord Ovest (Punta Eolo) a Cala Battaglia e comprende anche i due porti, quello romano e quello nuovo. E’ l’area con vincoli molto più elastici, nella quale l’uomo può, anche, effettuare quelle attività, compatibilmente con l’ambiente circostante, che gli consentono lo sfruttamento delle riserve, sempre previa autorizzazione del Ente gestore. La navigazione è libera ed è ammessa la pesca professionale anche per i non residenti.

Come risulta dai dati provenienti da altre riserve create nel mediterraneo od addirittura al di fuori del nostre continente, le aree così organizzate non penalizzano affatto i residenti ma, addirittura, una gestione corretta e bilanciata e la creazione di vincoli adeguati permettono all’area protetta, e non solo nella Zona A, di ripopolarsi, tanto da far aumentare gli introiti derivanti dalla pesca. Ed anche i turisti ne possono trarre beneficio, in quanto si troveranno ad interagire con un ecosistema molto più sano ed addirittura i sub, per mezzo delle guide locali, acquisiranno maggiore familiarità con la fauna ittica.

Qui, a Ventotene, la creazione del parco marino era sempre stato richiesto a gran voce e dall’amministrazione e da gran parte dei residenti perché Ventotene e Santo Stefano sono delle splendide bellezze naturali da conservare che non sono state rovinate nonostante la continua presenza umana e turistica. La fetta di residenti che invece avversavano la nascita dell’AMP avevano paura che essa potesse ripercuotersi negativamente sul turismo, non capendo invece che essa ha contribuito al miglioramento ambientale delle due isole, ha portato un modo nuovo di concepire il turismo e la possibilità di creare nuovi opportunità economiche.

Delimitazzione

L’Area MarinaProtetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano” è delimitata dai seguenti punti, comprendendo anche i relativi territori costieri appartenenti al demanio marittimo:

Latitudine Longitudine
A) 40° 49′ 13 N 13° 23′ 13 E
B) 40° 49′ 47 N 13° 25′ 95 E
C) 40° 48′ 33 N 13° 27′ 87 E
D) 40° 47′ 58 N 13° 28′ 00 E
E) 40° 46′ 80 N 13° 28′ 80 E
F) 40° 46′ 27 N 13° 25′ 33 E
G) 40° 46′ 77 N 13° 22′ 90 E
H) 40° 48′ 45 N 13° 24′ 78 E

Il paesaggio e la natura

Le isole di Ventotene e Santo Stefano, ubicate nel Mar Tirreno, a ca 26 miglia da Gaeta, fanno parte del arcipelago delle 6 Isole Pontine e sono di origine vulcanica, così come il resto del arcipelago ponziano, e risalgono a ca 1 milione di anni fa.

La loro composizione è costituita soprattutto da tufi gialli, trachiti e basalti. Ventotene è quasi esclusivamente tufacea, con esclusione della zona, quasi del tutto basaltica, tra Capo dell’Arco e Punta Pascone. Gradevole l’effetto ottico che si ha, arrivando dal mare, con la policromia di gialli delle formazioni rocciose che sparisce nel basalto nero.

L’isola di Santo Stefano, invece, è composta da basalti con infiltrazioni di trachiti che rendono la sua costa molto frastagliata ed a picco sul mare circostante.

La flora, soprattutto sull’isola di Ventotene, è quasi esclusivamente composta da prati. Solo nei punti più riparati, come le rupi costiere, sopravvivono alcuni arbusti di macchia bassa. La vegetazione presenta una marcata mediterraneità, grazie al clima mite e alle precipitazioni scarse, e cataloga alcuni interessanti endemismi, tra cui la centaurea di Ventotene, che si insedia tra le rupi in posizione meno avanzate rispetto alla costa, il limonio di Ventotene e il limonio di S. Stefano.

L’alta Punta dell’Arco, gli scogli di Cala Nave, spiaggette di Cala Nave, Cala Rossano e della Parata sono i luoghi più gettonati dai visitatori dell’isola.

Nell’Arcipelago, la fauna stanziale risulta scarsa a causa dei profondi cambiamenti avuti dalla vegetazione spontanea e dalla conseguente scomparsa di molti habitat naturali.

Di grande rilevanza naturalistica, il fenomeno migratorio che coinvolge milioni di uccelli per i quali le isole rappresentano una zona di sosta d’importanza cruciale durante l’attraversamento del Mediterraneo. Tra le specie migratorie che frequentano le isole, vi sono anche specie rare, come la gru e la cicogna bianca. Per quanto riguarda le specie stanziali che vi nidificano, le specie più rappresentative sono quelle legate all’ambiente costiero, come il gabbiano reale e il falco pellegrino. La presenza di una flora spontanea e di derivazione antropica costituisce habitat importante ai fini alimentari e quale rifugio temporaneo per l’avifauna.Il paradiso delle Isole Pontine

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