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L'Area Marina Protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano 2/2

Le perle del Arcipelago Pontino

L’ambiente marino

L’andamento molto vario del paesaggio costiero, fatta di falesie, spiagge, cale, promontori, scogli, isolotti e faraglioni permette che sott’acqua, grazie alla grande varietà di situazioni ambientali, sia possibile la convivenza di una stragrande serie di organismi bentonici. Nelle zone in ombra le rocce sono piene di uno dei pochi rappresentanti mediterranei dei coralli, l’astroide, di color arancio vivo.

Tra le franate di massi e gli scogli, ricchi di tane e anfratti, è facile trovarvi polpi, murene, bavose, donzelle pavonie, saraghi ed occhiate, anche di grandi dimensioni. A profondità superiori a 20-25 m, sul fondo roccioso è presente una popolazione amante della penombra. Vi si trova in abbondanza l’alga monetina di mare, la gorgonia gialla ed il Sertella septentrionalis (un animaletto invertebrato acquatico), che forma grosse colonie simili a deliziosi merletti da cui deriva il nome comune di rosa di mare. Grandi pavimentazioni di gorgonia rossa e di margherita di mare si accompagnano a numerose spugne, spirografi e briozoi tra cui le rose di mare e il falso corallo.

Intorno alle due isole, i fondali diventano subito profondi: da un centinaio di metri arrivano ad oltre 900 a pochi chilometri dalla costa. La qualità dell’acqua è molto buona. Tra Ventotene e Santo Stefano , la sua trasparenza favorisce la presenza di una estesa prateria di Posidonia; che è habitat di numerose specie di pesci, molluschi, crostacei, garantendo loro riparo, cibo, opportunità di riproduzione e di sviluppo per i “cuccioli”.

La Posidonia non è un’alga, ma una pianta simile a quelle presenti sulla terraferma, solo che si è adattata a vivere sott’acqua, su fondali dove arriva la luce necessaria alla fotosintesi: produce ossigeno, produce frutti (talvolta arrivano sulle spiagge e sono simili alle olive) e, quando le sue concentrazioni sono estese ed in buone condizioni, svolge un ruolo importantissimo nella difesa delle coste sabbiose dall’erosione perché spegne la forza del moto ondoso. Ed è proprio per questi motivi che la pesca a strascico è ovunque vietata su fondali al di sopra dei 50 metri (la profondità cui arrivano le radiazioni luminose utili per la fotosintesi) e che nelle Aree Marine Protette non è consentito l’ancoraggio sul fondo ma solo sulle boe, per evitare che le ancore strappino le piante e le loro radici.

Sempre tra le due isole, più in profondità, dove la luce è minore, abbondano gorgonie gialle, spugne, le “rose di mare”, briozoi che formano colonie simili a merletti. Al largo, le acque sono i luoghi ideali per la prosperità di pesci pelagici, quali le ricciole, i tonni, le corvine, ma anche di tartarughe marine, delfini ed altri cetacei, persino balene e capodogli. Più sotto costa, lungo le scogliere, si incontrano polpi, saraghi, donzelle, dentici, cernie e una moltitudine di altri pesci di piccole dimensioni, oltre a molluschi e animali che si aggrappano alle rocce, quali spugne e rare madrepore di color arancio.

Beni culturali

Ventotene ha rappresentato un punto importantissimo nei commercia già in epoca preistorica, un punto di passaggio obbligato tra Palmarola (dove si sfruttavano le miniere di ossidiana) e la terraferma.

I Romani, intorno al 441 a.C., sbarcarono sull’isola e ne cambiarono il nome in Pandaria, mantenendo la radice greca. Con l’imperatore Augusto si ebbe la costruzione del porto romano, il Pozzillo, scavato nel tufo, costruito per lo sfiato ed usato come luogo di alaggio per le barche, e una peschiera alimentata da una condotta sottomarina con una piattaforma scavata a coppette per la raccolta del sale. Troviamo anche gli imponenti resti archeologici di Villa Giulia, dove Augusto esiliò la propria figlia, Giulia appunto. Notevole il grande sistema di cisterne ricavate nelle grotte di Villa Stefania. L’antico borgo marino con la piazzetta, la Chiesa di S. Candida, le stradine, gli archi, il Forte Torre.

Per quanto riguarda invece Santo Stefano, l’unico edificio, presente su di essa, è un maestoso carcere edificato nel periodo borbonico, nel 1794–95, da Ferdinando IV, ed in uso fino al 1965. I detenuti più celebri del penitenziario furono Luigi Settembrini, l’anarchico Gaetano Bresci, lo scrittore Giuseppe Buttà, il brigante Carmine Crocco e, durante il ventennio fascista, l’ex Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, Umberto Terracini, Giorgio Amendola, Sante Pollastri, Lelio Basso, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Altiero Spinelli e Ernesto Rossi.

Proprio a questi ultimi due si deve la redazione del cosiddetto “Manifesto di Ventotene” che, nel 1941, in pieno conflitto mondiale, chiedeva l’Unione dei paesi europei, e rappresenterà, negli anni a seguire, il punto di riferimento cui guarderanno in molti per il processo di integrazione comunitaria.

Prodotti tipici

Il mare offre moltissime varietà di pesce fresco, dai pregiati saraghi, cernie, scorfani, triglie e merluzzi a quelle meno conosciute ma dal gusto particolarissimo come ricciole ed occhiate. A terra, invece, si producono fave, asparagi, carciofi, capperi, fichi, fichi d’india e le famose lenticchie coltivate biologicamente in terreno vulcanico, più piccole e che resistono meglio alla cottura.

Al di là delle varie passeggiate possibili a Ventotene, lungo i sentieri, ai lati delle strade, in campagna, sui pendii dei monti, sarà possibile incontrare, a seconda delle stagioni, oltre che curate coltivazioni di lenticchie e porzioni di giardino trasformati in minifrutteti, una vegetazione diversificata che resiste alle avverse condizioni ambientali, caratterizzate da vento e salsedine.

Per informazioni di carattere generale si può telefonare:
- Azienda di Promozione Turistica di Latina - Tel. 0773/695404-07;
- Pro Loco di Ventotene - Tel. 0771/85257.I tesori delle Isole Pontine

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