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WBC = PAGLIACCIATA

Il mondiale professionistico si trasforma in pagliacciata

Al peggio non c’è mai fine: gli Stati Uniti ribadiscono il loro no a Cuba per il WBC, scatenando le ire di tutto il mondo del baseball.
La federazione mondiale ha annunciato che se non ci sarà Cuba al WBC, la federazione stessa toglierà l’appoggio alla manifestazione invitando i vari paesi aderenti all’IBAF a non partecipare al mondiale-farsa organizzato dalla MLB.
Che mondiale è senza Cuba? La politica della MLB, di tipo assolutamente protezionistico, è specchio di un paese che si fonda sull’ illusione. L’illusione di una uguaglianza sancita soltanto sulla carta costituzionale, una costituzione che può essere modificata con una facilità estrema che sancisce il diritto alla felicità per tutti.
Per tutti, quindi, anche per Cuba.
Perdonatemi, il mio atteggiamento può anche risultare sgradevole a qualcuno, ma la domanda è sempre la stessa: se questo atteggiamento venisse riservato all’Italia, come reagireste?
Sono schifato dall’americanismo “lustrini e paillettes” di Las Vegas, il Paese dei Balocchi è un mostro fagocitatore che non ammette dissidenza o divergenza d’opinione e l’embargo a Cuba ne è la prova lampante, così come i delitti perpetrati dallo Stato chiamati col nome di “pena di morte”.

So che non sto parlando di baseball, so che questo esula dalla Guida, ma non posso chiudere gli occhi e tapparmi il naso: gli USA non parlano di baseball, ma di politica. Allo stesso modo agisco anche io, agendo di conseguenza.

Il WBC serve alla MLB per far vedere quanto è bello il baseball americano? E’ pubblicità pura?
E allora che se le cantino e se le suonino da soli le loro fanfare da parata.

Nota linguistica: da “fanfara” derivano i termini “fanfarone” e “fanfaronata”. Non sono termini positivi.