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CIAO CLAY

E' morto Clay Regazzoni, doveroso ricordarlo.

Ciao Clay,

è strano dover parlare di un incidente nel tuo caso, per tutti “l’incidente di Regazzoni” è quello di Long Beach nel 1980 dove perdesti l’uso delle gambe, non viene da pensare il concetto “Regazzoni morto in un incidente stradale”, suona strano.

I tuoi baffi erano un simbolo di libertà, erano il simbolo di una Formula Uno romantica e vera dove capitava spesso di dover piangere per il fuoco di Montecarlo che rubò Bandini, per quello monzese che rapì Peterson…e capitò anche al sottoscritto di piangere per Gilles quell’orrendo 8 Maggio 1982.

Erano altri tempi, ora le macchine sono computer con le ruote e il rischio quasi non esiste più, mi sento un po’ vecchio nel dire che ero attaccato alla televisione per seguire i duelli di Arnoux, Laffite, la scuola francese che ebbe con Prost la sua massima espressione, gli inglesi come Watson, Mansell, ma anche Thackwell, i nostri Michele Alboreto, Elio De Angelis, Piercarlo Ghinzani, Gabbiani, Giacomelli…

Piloti, che gente…

Così scriveva il Drake Enzo Ferrari, così lo ripeto adesso anche io, umile guida di uno sport lontanissimo dalla Formula 1.

Questo 2006 è stato tremendo: mi ha portato via un amico vero come Robert Fontana, un paio di miti come Cameroni e Regazzoni…

Bello, per carità, quando c’è stato da festeggiare il mondiale dell’Italia, ma è stato un anno che mi ha fatto troppo male perché lo ricordi solo con gioia.

Ciao Clay, salutami Gilles…e se vedi un ragazzo coi capelli rossicci che sta battendo una pallina con una posizione assurda nel box di battuta, quello è Robert, un mio amico. Salutami anche lui.

Giulio De Paola
Guida di Baseball di Supereva

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