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LA NORMA SUGLI ASI, INTERPRETAZIONE CORRETTA

La Fibs spiega come si interpreta la norma sugli ASI dopo che erano sorti dubbi sugli stranieri.

Il Consiglio Federale riunitosi a Ronchi dei Legionari sabato 17 marzo ha fornito le interpretazioni certe, da più parti richieste, al riguardo della normativa sui giocatori di scuola italiana (ASI).

Il giocatore nato e residente in Italia, e tesserato per la prima volta in Italia, è da intendersi di “scuola italiana” dalla nascita. Il giocatore nato all’estero e che ha iniziato il suo percorso formativo all’estero, sempre che di cittadinanza italiana, può divenire di “scuola italiana” completando il percorso formativo secondo le modalità stabilite dalla Circolare all’Attività Agonistica.

Il giocatore straniero è comunque sottoposto alle limitazioni sull’utilizzo degli stranieri che appaiono sulla Circolare. Lo straniero di scuola italiana, come da delibera del 2004, è l’atleta che abbia passato 4 anni nelle giovanili in Italia.
Un giocatore straniero che, tesserato prima del 2004, abbia accumulato 6 anni di tesseramento nel campionato italiano è da considerarsi di “scuola italiana” al momento dell’eventuale acquisizione della cittadinanza italiana.

I giocatori di cittadinanza italiana ma nati all’estero e tesserati per la prima volta dopo il 2004 saranno considerati di scuola italiano solo dopo aver svolto l’adeguato percorso formativo nel settore giovanile di una società italiana.

La Segreteria Generale della FIBS si sta attivando con l’ufficio legale per riscrivere l’apposita delibera, che verrà successivamente pubblicata sul sito e avrà carattere giurisprudenziale.

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