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  • Il brigantaggio (XIII)

    "Io non ho mai potuto comprendere come sia composto il consorzio sociale; so che il disonesto nessuno lo può vedere, tutti lo fuggono, la legge non lo colpisce... e poi si chiama scellerato colui che lo assassina... e non si vuole affatto comprendere come non tutti gli uomini siano degni di vivere." (Carmine Donatelli Crocco)

  • Il brigantaggio (XII)

    "...Non la mia povera penna deve descrivere la storia dell'insurrezione della Basilicata, altri che sono dotti e letterati avranno in proposito scritti volumi, che a me non fu e non sarà dato di leggere..." (Carmine Donatelli Crocco)

  • Il brigantaggio (XI)

    "...La morte ed il carcere è serbata ai miseri! Eppure abbiamo un padrone in cielo, Iddio, un signore in terra, il Re: in quei tempi avevamo Francesco II per Re, Maria Cristina per Regina; la santa ed il Re buono dei Napoletani; ma essi pensavano alle feste ed alla gloria, mentre, noi morivamo di fame..." (Carmine Donatelli Crocco)

  • Il brigantaggio (X)

    "...E Patria e Legge hanno diritti e non doveri e vogliono il sangue dei figli della miseria. Ma vi è forse una legge eguale per tutti? Non dirmi ciò, non parlare di questo gigante mostruoso, poiché conosco che la legge leale non è mai esistita, nè esisterà fin tanto che Iddio non ci sterminerà tutti..." (Carmine Donatelli Crocco)

  • Il brigantaggio (IX)

    "...Cento anni non sono bastati... Nelle notti di tempesta si odono ancora le grida, gli spari, i guaiti dei cani che leccavano il sangue fumante e il suono lugubre della tofa che racconta di quella notte... E dice di non dimenticare." Mino Errico (FAGLIUSCHE, Galzerano Editore)

  • Il brigantaggio (VIII)

    "...Quante illusioni, speranze, rabbia, fame di terra e di sangue quella notte nella Grande Piazza. Non più contadini ma briganti. Non più bestie da lavoro ma uomini liberi..." Mino Errico (FAGLIUSCHE, Galzerano Editore)

  • Il brigantaggio (VII)

    Riapre il Parco Storico della Grancia!

  • Il brigantaggio (V)

    "Intere famiglie veggonsi accattar l’elemosina; diminuito, anzi annullato il commercio; serrati i privati opifici. E frattanto tutto si fa venir dal Piemonte, persino le cassette della posta, la carta per gli uffici e per le pubbliche amministrazioni. Non vi ha faccenda nella quale un onest'uomo possa buscarsi alcun ducato che non si chiami un piemontese a sbrigarla...Questa è invasione non unione, non annessione! Questo è voler sfruttare la nostra terra di conquista..."

  • Il brigantaggio (IV)

    La storia continua...

  • Il brigantaggio (III)

    "E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo..."