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Il Castello di Melfi

...la ricca terra ch'ai Normandi sarà principio a fargli in Puglia grandi (Ariosto,Orlando furioso,XV)

Costruito sui resti di un’antica rocca normanna eretta, secondo la tradizione, da Roberto il Guiscardo come baluardo della città fortificata di Melfi, il Castello ha un aspetto tipicamente medievale, con ponte in muratura, originariamente levatoio, e fossato. La sua complessa struttura è indicativa delle molte vicende che lo coinvolsero nelle diverse epoche storiche: dal più antico nucleo normanno-svevo (XII-XIII sec.), a quello angioino, alle ristrutturazioni di Giovanni II Caracciolo (1456-60?) e di Marcantonio del Carretto (1549-70).
Qui, nel 1231, Federico II di Svevia rese pubblica la sua opera normativa, le cosiddette «Costituzioni melfitane», chiamate anche «Liber Augustalis» o «Lex Augustalis». Questo fu il primo e più completo testo organico di leggi scritte dell’età medievale che disciplinasse la materia civile e penale.
Attualmente, il corpo centrale del Castello ospita il Museo Archeologico Nazionale del Melfese. Istituito nel 1976 come Museo del territorio, vi è esposta in ordine cronologico la documentazione archeologica proveniente dall’area del Vulture-Melfese, anticamente distinta in area collinare dauna e area montuosa nord-lucana. Si tratta per la maggior parte di corredi funerari che risalgono ad un periodo di tempo compreso tra il VII e il III sec. a.C. A completamento del Museo, in una torre del Castello, si trova un sarcofago proveniente dall’Asia Minore, rinvenuto intorno alla metà dell’800 presso Rapolla, databile al II sec. d.C.