Questo sito contribuisce alla audience di

Il brigantaggio (III)

"E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo..."

Dopo il ritiro di Garibaldi non si mantengono le promesse fatte a contadini e briganti. Gli uomini scesi dal nord per amministrare le nuove province italiane e per reprimere lo spirito rivoluzionario che minaccia gli interessi e le finalità dei moderati, non accettano che gli oppressi aspirino ad un miglior sistema di vita. Cadono presto molte illusioni: oppressi da una miseria che non consente loro alcuna via d’uscita, tormentati dalla fame e dalla disperazione, i contadini ascoltano i nostalgici dell’antico regime e si lasciano suggestionare da nuove promesse: si illudono che un’eventuale restaurazione borbonica possa arrecare loro vantaggi e benefici.
Anche Crocco crede nelle promesse di Garibaldi. Si arruola tra gli insorti, poi lo ritroviamo brigante, strumento di chi, rimasto fedele al proprio sovrano, organizza anche in Basilicata le forze contro il nuovo regime.