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Associazione Culturale Presenza Lucana - Taranto

Basilicata religiosa: Santa Maria del Casale di Pisticci

Dopo il documentario del Gruppo Speleo Statte sulla Grotta dei Vucculi, torna l’appuntamento dei “Venerdì Culturali di Presenza Lucana” con la presentazione del testo dello storico Dino D’Angella dal titolo: “Storia civile e religiosa di Santa Maria del Casale” di Pisticci, edizione Centro Studi Gymnasium, Pisticci.
L’incontro si è svolto presso la sede di Presenza Lucana, in Via Veneto106/A, Venerdì 20 Ottobre, alle ore 18.45, con ingresso libero.
Hanno partecipato all’incontro il Presidente dell’Associazione Culturale e Centro Studi Gymnasium, prof. Giuseppe Sigismondo, il giornalista e scrittore Giuseppe Coniglio, il prof. Giovanni Giannone, il prof. Pietro Varuolo e naturalmente l’autore, prof. Berardino (Dino) D’Angella.
Ha moderato l’incontro il Presidente di Presenza Lucana, Michele Santoro.
Il compito di ricreare atmosfere sacre è stato affidato al soprano Nicla Fallacara.
E’ da molto tempo che si parla di Santa Maria del Casale, ma uno studio storico approfondito, sulla materia, non esisteva. Il prof. Berardino D’Angella dopo aver pubblicato “La storia della Basilicata” in tre volumi, i vocabolari dei dialetti Ferrandinese e pisticcese, “La storia di Camarda e di Bernalda”, la “Storia di Grottole”, torna indietro, di molti secoli, per scoprire, negli archivi di Stato di Roma, Potenza, Matera, presso l’Archivio Monastico di Cava dei Tirreni, presso l’archivio-Biblioteca della Certosa di Padula, atti notarili e documenti utili a spiegare la nascita e l’evoluzione della gloriosa Abbazia del Casale, ricostruita interamente in questi ultimi anni.
“Il sito del monte Corno di Pisticci, poi chiamato nelle carte feudali Casale di Pisticio, è stato almeno dal VI-VII secolo Centro operoso di spiritualità, di fede, d’opere e lavoro. …I primi ad insediarsi sul Monte Corno, per l’aria salubre, per la posizione dominante tra le vallate del Basento e del Cavone, sono stati i monaci “greci” o “basiliani” (seguaci di San Basilio)…Il Casale, con la presenza degli attivi monaci, a poco a poco, s’ingrandì, attirando altre famiglie. Il Tempio, dedicato alla Vergine, era officiato da monaci basiliani, e quasi certamente, era l’unico tempio cristiano nel territorio”. La casa o la residenza dei basiliani era chiamata cenobio.
Nel 1050, nella zona del Casale, ormai abbandonata dai monaci e dai contadini, fu fatto costruire da Rodolfo Maccabeo conte di Montescaglioso e signore di Pisticci un complesso religioso per i Benedettini di Taranto che lo intitolarono alla Vergine. La casa dei monaci benedettini era chiamata badìa (abbazia).
Il testo di D’Angella riporta, con uno studio certosino, di XII Capitoli, in 190 pagine, la storia vissuta intorno a Santa Maria del Casale dalla sua costruzione sino ai nostri giorni.

Lo storico, per scrivere un testo come questo, deve scendere in un mondo passato, attraverso un tunnel, come una talpa, ed uscirne solo quando ha ripreso tutte le notizie utili che costituiranno la base per una presentazione chiara, precisa, non fantasiosa, ma reale.
Questo è quello che ha fatto l’autore, che ha esplorato un periodo di mille anni per leggere tutta la storia che il tempo aveva costruito attorno all’Abbazia di Santa Maria del Casale di Pisticci.
Un libro storico quello scritto e non solo, poiché in appendice riporta inni religiosi, preghiere, canti, poesie.
“Di qui passava il tracciato dell’antica Via Herculea, strada romana che fungeva da collegamento tra l’Appia e la Pompilia, consentendo di raggiungere questi luoghi così interni ed aspri. Fu contea normanna e, fedele agli Svevi, partecipò alla rivolta ghibellina del 1268.
Nel 1451 passò sotto la dominazione dei padri Certosini di San Lorenzo di Padula e il monastero divenne certosa. Scomparsi i Certosini, all’inizio del 1809, la Certosa e la Chiesa iniziarono a decadere. Gran parte degli arredi fu trasferita nella Certosa di Padula, mentre nella Chiesa rimasero le statue della Madonna della Sanità, in legno veneziano del 1700 e di un Sacro Bambino”.
La chiesa, santuario diocesano dal 15 agosto 1987, è in stile romanico-pugliese.

Michele Santoro
Presidente Associazione Culturale Presenza Lucana

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