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"Trame Mediterranee"

Museo Archeologico Nazionale "Dinu Adamesteanu", Potenza: 29 giugno-2 settembre 2007

Dal 29 giugno e sino al 2 settembre la Galleria Civica e il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu”, entrambi ubicati nelle sale di Palazzo Loffredo, nel cuore del centro storico di Potenza, ospitano per la prima volta insieme una straordinaria esposizione dedicata ai simboli antichi e moderni del Mediterraneo.

La mostra raccoglie oggetti provenienti da tutti i Paesi del Mediterraneo: terrecotte, vasellame, stoffe, gioielli, quadri, ricami, argenti antichi e recenti.

La mostra si compone, nella Galleria Civica, di una parte contemporanea e, nel Museo Archeologico, di una parte antica con stoffe, costumi, utensili, gioielli e manufatti dell’antico Mediterraneo, oltre ad una sala introduttiva che raccoglie le testimonianze archeologiche della Basilicata antica.

Nel Museo Archeologico il percorso di Trame Mediterranee inizia attraverso un viaggio nella Basilicata antica, con i suoi simboli che, a partire dal V millennio a.C., raccontano storie di migrazioni e di intrecci culturali fra i popoli del Mediterraneo, riproponendo sulle ceramiche motivi decorativi geometrici, figure stilizzate umane e animali che richiamano concetti magico-religiosi connessi con un’idea di rinascita della natura e di rigenerazione dell’anima nell’aldilà. I reperti archeologici della Basilicata confrontati con quelli, molto più recenti, provenienti dal Nord Africa, testimoniano come l’artigianato ceramico del Mediterraneo abbia conservato per millenni rigide concezioni formali, talora con i medesimi significati simbolici che riaffiorano ancora nelle attuali produzioni, a dimostrazione di un’unica, antica e grande comunità culturale mediterranea.

Il percorso espositivo contemporaneo si presenta volutamente esile, non marcatamente cronologico, muovendosi attraverso un linguaggio basato sui segni, sui materiali, sull’iconografia, sull’identità. Nelle opere  che compongono questa sezione, e che provengono  dalle collezioni del Museo di Gibellina, il visitatore coglie vicinanze o distanze che regolano i rapporti dell’arte come quelli tra individui e tra culture: i calligrammi dell’artista tunisino Mahdaouj e quelli di Carla Accardi; l’asportazione della parola di Emilio Isgrò, l’importazione del linguaggio dell’algerino Akim Abbaci, o ancora il mimetismo della parola di Alighiero Boetti  e l’espansione della stessa di Cattani.

Una installazione dedicata alla morte di Falcone e Borsellino conclude l’esposizione ed è una dedica a queste straordinarie figure di magistrati che hanno perso la vita nella difesa delle istituzioni democratiche.

 

“Dal Mediterraneo giunge l’arte dei suoi popoli. Un’arte che viene da tempi in cui gli uomini tornivano vasi, erigevano templi e scrivevano leggi. Esse erano sacre, al punto che in loro nome anche la morte era sublime. Facciamo allora che anche oggi l’arte, mentre consegna il bello ai nostri occhi, restituisca il senso del vivere civile ai nostri cuori”.

 

Orari di apertura:

martedì-domenica 9.00-20.00

lunedì 14.00-20.00

visite guidate gratuite su prenotazione

 

Referente: Dott.ssa Lucia Moliterni - Funzionario Soprintendenza Archeologica della Basilicata

                Uff. 0971.21719 -  cell. 349.3711791