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On the Draft way: Mario Austin

L'ala forte di Mississippi State questa volta entra davvero nel draft NBA...

E così alla fine ce l’abbamo fatta… per la terza volta nelle ultime quattro stagioni la NBA riceve la richiesta di partecipazione anticipata al draft di Mario Austin. Ma questa volta, oltre alla firma del ragazzo c’è anche quella di Bill Duffy, l’agente NBA anche di Yao Ming. Tutto ciò vuol dire perdere automaticamente l’elegibilità per l’ultimo anno di college.

Austin, classe 1982, è sempre stato al centro di situazioni controverse. Nativo di York, nell’Alabama, è stato il primo McDonald’s All American a vestire la maglia dei Bulldogs di Mississippi St. A dire il vero la sua carriera universitaria aveva rischiato addirittura di non inizare neanche quando, in un impeto di follia, decise di dichiararsi per il Draft del 2000, direttamente dall’HS. Fortunatamente un barlume di lucidità era rimasto, così alla fine prese la strada del college e dei banchi di scuola.

In tutto il marasma generale la sua prima stagione giocata fu un disastro… sovrappeso, mai veramente in forma, chiuse con neanche 8 punti di media. Deciso a riscattare un anno di delusioni, la scorsa stagione fu la migliore, giocata a 16.2 punti e 7.7 reb, prima di avere una leggera flessione in questa (15.8 punti e 7.8 reb), che non gli ha impedito di dichiararsi al draft.

6-9 di altezza (i maligni dicono 6-8), più di 250 libbre di peso, a Mississippi State era la boa d’attacco, giocando centro, e la prima opzione offensiva. Il suo ruolo nella NBA non dovrà essere troppo lontano dalla vernice, dove ha buoni movimenti ed è anche discreto difensore. Va bene a rimbalzo (con mani forti) e nell’ultima stagione ha cercato anche di ampliare il suo raggio di tiro fino ai 4-5 metri. Ha mano morbida e trasforma decentemente i liberi. Con queste caratteristiche c’è materiale per un primo giro, anche se lui la vede diversamente:

“non so con che numero sarò scelto, ma penso che sarò un lottery pick”

Diciamo che la fiducia in se non manca. Forse ci vorrebbe un po’ più di decisione, visto che solo l’undici Marzo dichiarava che sarebbe rimasto a completare il corso di studi a Mississippi State. Però, come spesso succede, una situazione familiare non facile gli ha fatto cambiare idea. Primo di 4 figli, padre desaparecido, madre malata di diabete… il pupo ha deciso che era ora di prendersi cura dei suoi cari, visto che la madre, recentemente ricoverata in ospedale per un aggravamento delle condizioni, non può lavorare.

Nelle prossime 6 settimane Mario si trasferirà in California per prepararsi al meglio al Draft NBA. Di sicuro lo vedremo il prossimo anno con una jersey ufficiale. Io scommetto anche con un triennale garantito…

TeoPaz

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