A,B,C: Draft NBA, cos'è, come funziona...

Cerchiamo di capire bene come funziona il Draft NBA, come si scelgono le posizioni e i giocatori, cosa significa "primo giro", perchè alla fina è tutto questione... di palline!

Il draft è un sistema tipico dello sport Pro americano, e serve per cercare di bilanciare le franchigie che partecipano alla lega.

Come funziona:

Le squadre che non partecipano ai PlayOff NBA sono 13, quelle che ci vanno sono 16. Le 13 franchigie escluse dalla post season di dice che vanno in lotteria. In pratica partecipano al sorteggio della prima scelta assoluta. La classifica del campionato viene ribaltata, quindi più partite hai perso - e la tua percentuale vittorie/sconfitte è bassa - e più possibilità hai di vincere la lotteria. Il sistema è quello classico: a seconda della tua posizione in classifica aumenta il numero di palline che hai nell’urna. In pratica Denver e Cleveland - ultime a parimerito - avevano 255 palline a testa su un totale di 1000. Houston, la squadra con la percentuale più alta a non andare ai PO, ne aveva solo 5.

Con il sorteggio si scelgono solo i primi 3 posti, poi la classifica riprende a seconda della percentuale di vittorie. Se fosse stato seguito semplicemente l’ordine di sconfitte, ai primi 3 posti sarebbe dovuto andare così: DENVER, CLEVELAND, TORONTO. Grazie al sorteggio del 22 Maggio l’ordine è stato CLEVELAND, DETROIT, DENVER.

Come mai Detroit ha la seconda scelta assoluta?

I Pistons, avendo partecipato alla post season, non avrebbero dovuto scegliere in lotteria. A volte però le squadra scambiano giocatori con scelte del draft. Esempio: io ti do Garnett e tu mi dai Jermaine O’Neal e una prima scelta. In questo scambio, oltre ai giocatori, la prima squadra prende anche il diritto di scelta della seconda. Spesso le scelte si proteggono. In pratica, io ti do la mia prima scelta 2003 solo se non è la tre prima tre (tipico esempio di scelta protetta). Memphis ha protetto la sua solo se fosse stata una prima assoluta - in uno scambio coi Pistons risalente al 1997 - e quindi ha perso la 2° scelta assoluta per… Otis Thorpe!!!!!.

Draft Board

Una volta che viene effettuato il sorteggio, le altre squadre vengono messe in ordine crescente. Il 4° posto va a quella con la percentuale più bassa - eccetto le prime 3 - e così via, fino alla 29° posizione. Questo è il primo giro del Draft. Tutti gli atleti scelti entro la 29 hanno un contratto triennale garantito - il cui valore sarà proporzionale al numero di scelta - con opzione per i due anni successivi a favore della squadra. In pratica una squadra può decidere di attivare l’opzione sul giocatore e far diventare il contratto di 5 anni. AL termine del 4° il giocatore è restricted free agent, cioè le altre squadre possono offrire un contratto, ma se la squadra di appartenenza lo pareggia il giocatore non cambia divisa. Al termine del 5° anno il giocatore è free agent, ossia può firmare con chi vuole, senza vincoli.

Dalla 30° alla 58° inizia il secondo giro. L’ordine rimane uguale - a meno di scambi precedenti - ma i giocatori non hanno il contratto garantito, ossia la squadra ne detiene i diritti, ma non ha l’obbligo di firmare il ragazzo. Di solito i giocatori scelti al 2° giro si guadagnano il contratto alle summer league e poi al training camp.

Underclassmen

Al draft NBA partecipano automaticamentei giocatori che hanno finito il 4° anno sportivo universitario - cioè sono dei senior - nella NCAA oppure di età equivalente, cioè 22 anni.

I giocatori definiti underclassmen sono quelli che, spedendo una lettera alla lega, chiedono di poter essere ammessi al Draft in anticipo rispetto all’età. LeBron James, sicura prima scelta assoluta a Giugno, ha solo 19 anni. I ragazzi - universitari o stranieri - che si sono iscritti entro il 12 Maggio, hanno tempo fino al 19 Giugno per rimanere nella lista. Il camp della NBA è dal 3 al 6 Giugno. Dopo questo un giocatore può capire quanto vale agli occhi di uno scout NBA. Di solito quelli che non sono sicuri di finire al primo giro preferiscono ritirarsi e riprovarci l’anno successivo, ma non è raro il caso di giocatori che si intestardiscono - pur non essendo pronti - e finiscono per non essere scelti. I giocatori che si affidano ad un agente perdono il diritto di “fare retromarcia”, cioè non possono più tornare al college. Per gli europei è diverso, loro non hanno questo vincolo, essendo considerati giocatori professionisti.

Cosa succede ai non scelti…

I giocatori che non vengono scelti diventano automaticamente dei free agent. Di solito ricevono inviti per i camp delle squadre NBA, ma le possibilità che facciano la squadra - ossia che a Novembre siano ancora nel roster di qualche franchigia - sono di solito minime. Spesso alcuni giocatori non scelti esplodono qualche anno dopo aver giocato Pro in Europa. Anthony Mason non fu scelto. “Flash” Armstrong di Orlando pure, così come J.R. Bremer di Boston. Però è più facile che questi giocatori si perdano, soprattutto se sono dei giovani che non hanno esperienza e magari avrebbero fatto meglio a rimanere nella NCAA.

Meditate gente, meditate…

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