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Storia degli Uffizi

Costruito tra il 1560 e il 1580 l'edificio degli Uffizi è il maggior capolavoro dell'architettura fiorentina del XVI secolo: solenne e scenografica la sua struttura, inserita tra Palazzo Vecchio e l'Arno, è caratterizzata dall'ordine tuscanico e dall'alternarsi di intonaco e pietra serena, elementi tipici della tradizione locale. Gli Uffizi dettero vita, per la prima volta nella storia, ai meccanismi e ai criteri che sono alla base del moderno concetto di museo.

Costruito tra il 1560 e il 1580 l’edificio degli Uffizi è il maggior capolavoro dell’architettura fiorentina del XVI secolo: solenne
e scenografica la sua struttura, inserita tra Palazzo Vecchio e l’Arno, è caratterizzata dall’ordine tuscanico e dall’alternarsi di intonaco e pietra serena, elementi tipici della tradizione locale.

Nel nome stesso è contenuto il significato della sua originaria destinazione: con l’ampliamento dei confini del Ducato fiorentino alla metà del Cinquecento si era infatti resa necessaria un sede ampia e prestigiosa per le tredici magistrature e per gli apparati amministrativi del governo, per gli uffici dunque, o come allora si chiamavano, gli “uffizi”.

Morti Cosimo I e il Vasari nel 1574, la fabbrica degli Uffizi passò sotto la direzione del granduca Francesco I e di Bernardo Buontalenti, principe intellettuale, cultore di arte e di scienze alchemiche il primo, artista geniale e raffinato il secondo, che conferirono all’edificio un’impronta di profonda compenetrazione tra politica e arte, con la realizzazione della Tribuna, del Teatro Mediceo e con la collocazione di statue e altre opere all’ultimo piano dell’edificio appena completato. Se al primo piano presero infatti posto gli uffici e le Magistrature, a ognuna delle quali si accedeva da un una porta specifica del loggiato, Francesco I dispose che i locali soprastanti fossero riservati, nell’ala di ponente, a laboratori di oreficeria, di glittica, di alchimia ed di altre arti specializzate, e alla dislocazione di statue ed opere d’arte nell’ala
opposta.

I successori di Francesco I continuarono ad arricchire il patrimonio mediceo di dipinti, sculture, oggetti rari e preziosi, distribuendoli tra la residenza granducale di Palazzo Pitti e gli Uffizi: dalla Tribuna la collocazione delle opere si estese con gli anni ad altre sale del secondo piano, incrementando la Galleria che, su richiesta, poteva essere visitata: in tal modo
gli Uffizi dettero vita, per la prima volta nella storia, ai meccanismi e ai criteri che sono alla base del moderno concetto di
museo
.

Ristrutturazioni importanti dell’edificio alla fine dell’Ottocento videro la distruzione del Teatro Mediceo, mentre interventi significativi nelle nuove sale espositive si collocano alla metà degli anni Cinquanta. Con il trasferimento dell’Archivio di Stato nella nuova sede di piazza Beccaria avvenuto nel 1989, gli Uffizi hanno recuperato le numerose sale del primo piano che potranno accogliere decine di capolavori oggi conservati nei Depositi:
il progetto dei Nuovi Uffizi prevede infatti di triplicare l’estensione del museo, raddoppiando gli spazi espositivi e riservando il piano terreno alle infrastrutture e ai servizi che sono indispensabili nella gestione e nella fruizione di un grande museo.

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