Questo sito contribuisce alla audience di

La cattedrale di Noto riapre al pubblico

Beni Culturali, la cattedrale di Noto riapre al pubblico. E la texana Panther Oil rinuncia alle trivellazioni nella Valle

“Salviamo Val Di Noto, terra di inestimabili capolavori del tardo barocco”, aveva scritto Camilleri.
E l’appello è stato colto in coincidenza con la riapertura della Cattedrale di Noto, distrutta da un terremoto undici anni fa, e restituita, dopo otto anni di restauri, ai suoi cittadini e all’intera umanità di cui è stato dichiarato patrimonio dall’Unesco.

“Dall’evento luttuoso del crollo - ha affermato il sindaco di Noto, Corrado Valvo - la città di Noto ha saputo con orgoglio risorgere, consapevole dell’importanza della sua storia e degli obiettivi che l’attendono. E’ una nuova bellissima pagina che i cittadini potranno scrivere tutti insieme”.

Quando il restauro sarà completato anche nella parte pittorica, che non è stata ancora eseguita, sarà costato 40 milioni di euro.
Sono stati utilizzati, per ricostruire cupola e larga parte della navata destra, almeno 25.000 metri cubi di muratura, ben 150 mila blocchi di pietra; 81.000 ne sono stati utilizzati per pilastri e fondazioni, 1.800 per la cupola; 150.000 gli uomini-lavoro che hanno operato in cantiere per 730.000 ore lavorative.

“Se non è un miracolo poco ci manca”, ha detto il vescovo di Noto, S.E. Giuseppe Malandrino, sottolineando che “è straordinario perfino il tempo impiegato per il restauro. Un miracolo di sinergia, dell’apporto di tanti, primi fra tutti gli operai, e un miracolo di presenza dello Stato. Un trittico meraviglioso di fede, cultura e sano meridionalismo che ha consentito questa meraviglia”.
Un miracolo al quale, ha suggerito, forse non è estraneo Papa Giovanni XXIII “che amava tanto la cattedrale di Noto” e alla cui intercessione il vescovo la affidò undici anni fa, subito dopo il crollo.
Poi, il vescovo si è permesso una tirata d’orecchi a se stesso e ai suoi conterranei: “Abbiamo dormito, in Sicilia. Ora ci siamo svegliati, l’importante è non metterci a russare di nuovo”.