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Berlino-Varsavia in guerra d'arte

La Germania rivuole gli scritti di Goethe e Mozart, secco no della Polonia.

“I polacchi si tengono Goethe e Bach in ostaggio, i nostri beni culturali sono gli ultimi prigionieri della Seconda Guerra non ancora tornati a casa, è arte illecitamente trafugata e va restituita”, denunciò giorni fa sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung l’ambasciatore tedesco Tono Eitel, che da anni negozia invano la restituzione. E tra i due Paesi è subito scoppiato un nuovo incidente diplomatico. Berlino si appella al diritto di guerra internazionale - che dal canto suo rispetta, tant’è che sta restituendo agli ebrei gli “ultimi prigionieri”, anche a costo di sguarnire i suoi Musei -, Varsavia avanza ragioni storico-politiche. Ma da due anni, da quando il Paese è retto dai gemelli Kaczynski, i due fronti non si parlano più.
Per questo l’ambasciatore Eitel ha scritto alla Faz: vuole tenere alta sull’agenda internazionale la questione, cercando però di non «contaminare» ulteriormente le relazioni fra i due Paesi. Un esercizio di equilibrio che ha dato un primo risultato: la promessa, da parte polacca, di trovare una mediazione accettabile per entrambe le parti.